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Via libera della Ue al piano italiano “Patto sui migranti”

Renzi: “Austria rispetti le regole”. Interviene Bruxelles Mogherini: “Che vergogna vedere nuovi muri”

PIETRO DEL RE, la Repubblica • 16/4/2016 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Europa, Immigrati & Rifugiati • 661 Viste

Complice l’arrivo del bel tempo, da martedì scorso sulle nostre coste sono arrivati circa 6mila migranti, mentre secondo il Viminale, dall’inizio dell’anno ne sarebbero già sbarcati 24mila, il 25% in più rispetto allo stesso periodo del 2015. Questo significa che dopo il recente accordo tra Unione europea e Turchia per fermare il traffico di esseri umani attraverso le isole greche e dopo la chiusura della rotta dei Balcani, l’ondata migratoria ha ricominciato a premere con forza sull’Italia. Lo dimostra anche il fatto che nelle ultime due settimane, il nostro Paese supera la Grecia come numero di sbarchi. È verosimile che nei prossimi mesi questi arrivi continueranno ad aumentare.

Ieri, intanto, l’alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, appena arrivata a Lampedusa ha dichiarato che non è alzando muri che si può gestire il fenomeno, «perché questo li aggirerà o li abbatterà ». E mentre a Lesbo, altra isola di frontiera, è atteso per oggi il Papa, la Mogherini ha poi aggiunto: «Proviamo frustrazione e vergogna per i muri che si alzano, ma siamo orgogliosi di un’Italia e di un’Europa che qui salvano vite umane».

Quanto al premier Matteo Renzi ha puntato il dito contro Vienna, e contro la volontà austriaca di innalzare una barriera anti-migranti al valico del Brennero: «Non c’è un’invasione, rispetti le regole». Il premier si è poi detto fiducioso che nessun Paese europeo violerà le regole di Schengen: «Ma noi non staremo a far finta di niente se qualcuno avrà intenzione di procedere in questa direzione». Nella lettera, anticipata daRepubblica, al presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e a quello del Consiglio Europeo, Donald Tusk, Renzi sottolinea che «la chiusura, talvolta non adeguatamente motivata, delle frontiere da parte di alcuni Stati e il diffuso rifiuto di condividere gli oneri di questa sfida epocale mettono a rischio la tenuta dell’Unione». Lo stesso Tusk che in un messaggio su Twitter accoglie con favore la proposta del nostro premier sulla creazione di un «patto sull’immigrazione» (Migration Compact). Il presidente del Consiglio europeo si dice d’accordo a «lavorare su un piano ambizioso nell’Ue, nel G7 e nel G20 per cooperare con i Paesi terzi per fermare l’immigrazione ».

E a Vienna chiede spiegazioni anche la Commissione europea. Il governo austriaco aveva infatti promesso che avrebbe inviato chiarimenti a Bruxelles. «Abbiamo reso chiare le nostre preoccupazioni — ha detto la portavoce della Commissione per le Migrazioni Natahsa Bertaud — e il commissario per gli affari interni, Dimitris Avramopoulos, ha parlato con il ministro dell’Interno austriaco Johanna Mikl-Leitner, la quale ha informato che avrebbe mandato una lettera con maggiori dettagli circa le intenzioni al Brennero». Ma questa lettera non è ancora arrivata.

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