Austria

Il cancelliere Faymann si dimette

Austria. Gesto a sorpresa prima della riunione del vertice Spoe

Angela Mayr, il manifesto • 10/5/2016 • Copertina, Europa, Internazionale • 657 Viste

«Werner stacca la spina» recitava in copertina il settimanale Profil la settimana scorsa, dando spazio e voce al leader sindacale degli edili Josef Muchitsch. Ma Werner Faymann cancelliere e segretario del partito socialdemocratico (Spoe), noto per la sua arte di sopravvivere alle crisi sembrava di tenersi ancora in sella malgrado il crescendo di critiche e proteste interno al suo partito.

A frantumarsi nell’ultima settimana è stato anche il blocco dove Faymann traeva il suo maggiore sostegno, quello sindacale, che ora si dice sotto shock. «Ero scontento prima e sono scontento anche ora» ha dichiarato Muchitsch.

Le dimissioni da tutti gli incarichi del cancelliere sono arrivate a sorpresa prima della riunione del vertice Spoe di ieri pomeriggio dove si annunciava un duro confronto sulla linea politica e eventuali ricambi personali. «Il paese ha bisogno di un cancelliere dietro il quale è schierato tutto il partito. Il governo ha bisogno di un nuovo inizio con forza. Chi non ha questo sostegno non ce la può fare a svolgere questo compito» ha preso atto Faymann. Nel frattempo la direzione della Spoe ad interim è affidata al sindaco di Vienna Michael Haeupl, il leader di maggiore carisma e credibilità che alle comunali di ottobre ha difeso il primato rosso nella capitale, sua roccaforte storica, con una linea pro rifugiati contro l’assalto della xenofoba Fpoe. L’agenda del cancelliere è passata da ieri al vicecancelliere Reinhold Mitterlehner del partito popolare.

La crisi di governo e del suo maggiore partito, la Spoe è esplosa in uno scenario inedito e delicatissimo, a due settimane dal ballottaggio delle presidenziali dove l’Austria rischia di ritrovarsi con un presidente della repubblica di estrema destra. Proprio questo rischio può aver spinto sull’accelerazione della crisi, in modo che sia il presidente della repubblica ancora in carica, il socialdemocratico Heinz Fischer a gestirla. Il ricambio del cancelliere spetta unicamente ai socialdemocratici (alle politiche si votano i singoli partiti, non le persone) ma un presidente della Fpoe come Norbert Hofer potrebbe anche rifiutarsi di nominarlo cercando maggioranze diverse nel parlamento.

La successione a Faymann verrà proposta tra una settimana, ha comunicato ieri sera a fine riunione Michael Haeupl, che poi dovrà essere votata da un congresso straordinario in programma il 25 giugno, che precederà il congresso nazionale di novembre. In pole position è dato l’attuale presidente delle ferrovie austriache Oebb Christian Kern, un manager fuori dagli apparati ma socializzato all’interno del partito, vicino alla frazione «welcome refugees», quella linea che Faymann aveva abbandonato con un giravolta di 360 gradi. Altro possible pretendente è il manager delle comunicazioni Georg Zeiler.

Dopo il risultato catastrofico al primo turno delle presidenziali, che ha stracciato i partiti di governo finiti esclusi dal ballottaggio, con il candidato Spoe al 11% le divisioni nella Spoe sono venute allo scoperto incontenibili. Sotto accusa delle organizzazioni giovanili, dei deputati europei e di vasti settori Spoe come Vienna la linea dura sui rifugiati col tetto massimo da accogliere e le frontiere blindate, e lo stesso linguaggio diventato marziale, col nuovo ministro della difesa Doskozil. «Faymann sei Orban» gli striscioni contro il cancelliere al congresso Spoe di Vienna, dove una parte dei delegati ha lasciato la sala quando ha parlato il segretario del partito. Una posizione opposta è espressa dalla regione Burgenland dove la Spoe governa con il partito anti immigrati Fpoe, in contrasto con la linea del partito.

Il vertice di ieri ha deciso che un «gruppo di strategia» che è stato formato ridefinisca la linea politica e anche i criteri in base ai quali scegliere eventuali coalizioni. Il primo maggio, il giorno in cui la Spoe tutta in rosso gioca sulla tradizione mobilitando il partito in un grande corteo è esplosa la protesta della base.

Striscioni e cori che chiedevano le dimissioni, «18 sconfitte bastano» tale il numero di elezioni perse dalla Spoe, fischi quando parlava Faymann.

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