Cei: “Permessi umanitari ai migranti”

Cei: “Permessi umanitari ai migranti”

Permessi di soggiorno umanitari per 40mila migranti «invisibili». I vescovi italiani, tramite la fondazione Migrantes della Cei, rivolgono un appello al premier Matteo Renzi. «Sta crescendo il popolo dei “diniegati”, che nel corso dell’anno potrebbe arrivare al numero di 40mila migranti. Serve valutare, da parte del governo, la possibilità di un permesso di soggiorno umanitario per evitare che si crei un popolo di invisibili, sfruttati – afferma monsignor Gian Carlo Perego, direttore Migrantes –. Le commissioni territoriali (che valutano l’asilo, ndr) di fatto stanno operando sulla base di una lista dei Paesi sicuri e stanno negando una forma di protezione internazionale o umanitaria talvolta a nove su dieci dei richiedenti asilo. Questa situazione – prosegue Perego – creerà un fenomeno grave, perché il governo non sarà in grado di rimpatriare le persone, che si renderanno irreperibili. E sul territorio si creerà una situazione di insicurezza per le persone migranti e residenti». Secondo Perego, «occorre utilizzare uno strumento che il Testo unico sull’immigrazione prevede, cioè un decreto del presidente del Consiglio che offra la possibilità di un permesso umanitario per le persone in fuga». Immediata la replica di Matteo Salvini: «Sono contrario ai permessi umanitari. In Italia ci sono 4 milioni di disoccupati e un milione e mezzo di bambini in stato di povertà. Mentre la Cei e gli altri si preoccupano di dove mettere i migranti, ci sono realtà che devono venire prima. Io penso che siamo vittime di un’invasione clandestina finanziata». Intanto dalla Germania arriva la notizia che sono ben un milione le richieste d’asilo che Berlino valuterà entro l’anno.

Sul fronte immigrazione torna anche il premier Renzi: «Il tono becero e barbaro usato da alcuni in questi mesi, come il generico buonismo del “venghino signori venghino”, sono soluzioni entrambe destinate a sconfitta e fallimento – sostiene Renzi, parlando alla direzione Pd –. L’Europa continua a inseguire la strada della paura. Il Brennero è l’esempio più concreto, ahimè non l’unico. Quando hai scommesso su un’Europa che non abbia confini interni ma a fronte di questo non hai il coraggio di essere conseguente appena emerge un piccolo segnale di difficoltà o disagio, ti mostri poco credibile agli occhi della tua gente. Se crei fantasmi o credi ai fantasmi creati da altri, chi è più bravo ad alimentare paure e generare mostri, vince sempre».

Non si ferma infine la conta degli sbarchi, anche se la loro corsa pare rallentare: a ieri i migranti arrivati via mare in Italia nel 2016 sono 31.215, il 13% in meno rispetto al 2015. «Ma – avvertono dal Viminale – da metà maggio attendiamo l’onda grossa». Pur non essendoci previsioni ufficiali, sui tavoli del ministero dell’Interno circola un numero: 200mila. Tanti potrebbero essere gli sbarchi nel 2016. Insomma, più numerosi del 2015 (153.842) e anche del “terribile” 2014 (170.100). Mentre sul fronte dell’accoglienza sono 114.923 i migranti già ospitati nei centri e nelle strutture temporanee del Paese. Non solo. Lo scrive il Washington Post, lo temono da mesi i tecnici del Viminale: la chiusura della rotta balcanica potrebbe fare riesplodere quella del Mediterraneo centrale che dalla Libia porta diretta in Italia.



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