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Rizzo: “Non abbiamo salvato Renzi, abbiamo evitato 5 anni di destra a Milano”

Palazzo Marino. Per l’ex presidente del Consiglio comunale (lista Milano in Comune) il Pd non può cantare vittoria per l’elezione di Beppe Sala: “Senza i nostri voti non avrebbero vinto, quindi non è passata l’idea di autosufficienza del partito del presidente del Consiglio”

Luca Fazio, il manifesto • 21/6/2016 • Copertina, Politica & Istituzioni • 671 Viste

MILANO I 17.635 voti della lista Milano in Comune (3,5%) sono stati determinanti per l’elezione di Beppe Sala. Una non vittoria complicata da gestire per Basilio Rizzo.

Milano respinge la destra ma salva Matteo Renzi. Il bicchiere è mezzo vuoto e il contenuto ha un sapore amaro. Con uno sguardo meno proiettato sulle cose locali, che impressione ti fa sentir dire che questo Pd in declino diventerà la cifra politica di Milano nei prossimi anni?

Non sono d’accordo con questa lettura. E’ evidente che il disegno renziano è stato sconfitto anche a Milano. Lo dicono i dati: senza i nostri voti non avrebbero vinto. Se con una logica un po’ rancorosa accreditiamo la tesi che a Milano ha vinto il Pd facciamo solo un piacere a Renzi. Invece abbiamo risparmiato alla città cinque anni di centrodestra e non è passata l’idea che il Pd sia autosufficiente. Questa operazione è fallita. Altrimenti bisognava avere il coraggio di dire votiamo Parisi, ma non avrei retto cinque anni di destra e poi non ho mai concepito la politica del tanto peggio. Capisco il problema, ma per battere Renzi abbiamo davanti i prossimi tre mesi.

Il tuo endorsement per Sala è stato contestato, anche all’interno della lista Milano in Comune.

Ho sempre messo al primo posto l’unità della lista e spero che si lavori così anche a livello nazionale. Mi sono assunto la responsabilità di comunicare solo la mia scelta personale, gli elettori hanno fatto di testa loro. Altri invece – alcuni della lista Tsipras – hanno dato indicazione di voto per l’astensione. Se Sala avesse perso avrebbero scaricato la colpa su di noi, così abbiamo disinnescato anche questo pericolo.

Milano rischia di essere un’anomalia dai tratti residuali perché il centrosinistra non c’è più e il Pd è in fase calante. Che ruolo pensi possa avere la città sul piano nazionale dopo il terremoto di queste elezioni, considerando che all’orizzonte non si profila un movimento di opposizione?

Ma non è così. Anche qui il Pd è stato sconfitto, basta guardare i numeri. Noi non dobbiamo diventare complici di questa falsa lettura. Vorrà pur dire qualcosa se ultimamente il centrosinistra milanese non ha fatto altro che smarcarsi da Renzi?

Dici che i vostri voti sono stati decisivi ma a questo punto l’irrilevanza della sinistra è evidente. O è schiacciata all’interno di una coalizione dominata dal Pd (Sel) o è rimasta fuori e con numeri risibili nonostante abbia salvato la pelle a Sala. Più in generale, non credi che l’esito del voto, Torino per esempio, dica con evidenza che una storia è finita e che bisogna ricominciare da zero?

Se guardiamo Torino il risultato dice che Chiara Appendino avrebbe vinto anche senza i voti della sinistra, mentre qui a Milano noi non siamo stati irrilevanti. Poi, è vero. Non ci votano più perché non offriamo un punto di riferimento coerente e perché la sinistra è incapace di dare battaglia ricreando un’egemonia nel popolo. Non abbiamo più un insediamento sociale laddove emergono problemi e bisogni, questa sinistra è più attenta a due righe su la Repubblica che alla necessità di andare nelle periferie per far ribellare i ceti sociali più disagiati.

Appunto. Se questo è il quadro per i prossimi anni la sinistra è messa male.

Non è detto. Credo che sia più facile opporsi a Sala che a Pisapia, la diffidenza nei suoi confronti direi che è un fenomeno di massa. Qui renziani doc non ne vedo molti.

Non credi che la sinistra per ripartire debba cercare una sponda nel M5S?

La tesi circola, ma non mi convince. Se il M5S avesse nel suo dna uno spirito di recupero anche della nostra storia, potrebbe essere. Ma credo che non sia così e allora cosa facciamo? Dobbiamo cercare di tenere aperti canali di comunicazione con il popolo che ci interessa e credo ancora che siano quelli che ancora votano Pd. Non possiamo costruire niente se non riusciamo ad intercettare il voto che non va al M5S. Credo che non ci sia lo spazio per creare un soggetto che giochi di sponda con i grillini, se fosse diversamente sarei io il primo ad invitare questi dirigenti della sinistra logorati da odi reciproci e sclerotizzati a farsi da parte.

Che intenzioni hai? Un’altra legislatura a Palazzo Marino?

Non voglio fare altri cinque anni in consiglio comunale, ma credo che lasciare adesso sia irrispettoso nei confronti di chi mi ha votato. Spero che si creino le condizioni per poterlo fare al più presto. Dopo il referendum di ottobre si potrà ragionare.

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