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Casaleggio: «Io non mi candiderò, continuo a lavorare per la democrazia diretta nel nome di mio padre»

Roma « Non intendo candidarmi, né fare politica in prima persona. Intendo occuparmi dello sviluppo delle applicazioni di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle in rete affinché tutti i cittadini possano fare politica». Davide Casaleggio il giorno dopo la vittoria dei pentastellati ai ballottaggi a Roma, Torino e in altri diciassette comuni rompe il silenzio [&hellip

Emanuele Buzzi, Corriere della Sera • 21/6/2016 • Copertina, Politica & Istituzioni • 686 Viste

Roma « Non intendo candidarmi, né fare politica in prima persona. Intendo occuparmi dello sviluppo delle applicazioni di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle in rete affinché tutti i cittadini possano fare politica».

Davide Casaleggio il giorno dopo la vittoria dei pentastellati ai ballottaggi a Roma, Torino e in altri diciassette comuni rompe il silenzio che lo circonda da anni, dal suo ingresso al fianco del padre Gianroberto nel mondo dei Cinque Stelle, e lo fa per spazzare via ogni dubbio sul ruolo futuro. La sua presenza a Roma, quasi inaspettata per via della sua riservatezza, ha fatto nascere qualche dubbio che Casaleggio jr. respinge, ribadendo la sua volontà di assistere in presa diretta a una vittoria più volte definita «storica» da parlamentari e militanti. «Peccato non ci sia mio padre — avrebbe confidato la sera delle elezioni — proprio per un soffio».

Si aspettava un successo simile? Cosa rappresentano Roma e Torino per il Movimento?

«Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto. Non mi ha sorpreso perché rispecchia il lavoro fatto dal Movimento a tutti i livelli. Attivisti, portavoce e candidati».

Cosa vi siete detti lei e Grillo appena appreso il risultato delle urne?

«Abbiamo celebrato questo nuovo successo e abbiamo ricordato mio padre».

Seguirete le linee guida tracciate da suo padre?

«Sì, per mio padre la stella polare del Movimento era il Movimento stesso che si esprime online tramite i propri iscritti seguendo le poche regole che sono state fissate. Questa é l’impostazione che ne garantisce il successo. Anche per Roma, ad esempio, i candidati consiglieri si sono presentati e sono stati votati su Rousseau. Virginia Raggi stessa è stata votata e scelta tramite questo sistema di democrazia partecipata online».

Avete vinto 19 ballottaggi su venti: teme che questo successo possa portare le altre forze politiche a rivedere l’Italicum?

«Quello che faranno le altre forze politiche è un problema loro. Il Movimento ha proposto una legge elettorale dopo un percorso di scrittura partecipata in rete grazie agli oltre 130 mila iscritti a Rousseau. La legge elettorale dovrebbe essere ancorata alla Costituzione e non essere merce di scambio per i partiti alla vigilia di ogni elezione».

Hanno accusato Raggi di essere eterodiretta da lei. Cosa risponde?

«È un’assurdità inventata da chi non capisce nulla di come funziona il Movimento 5 Stelle. Gli elettori di Roma lo hanno capito e lo hanno dimostrato con il voto».

Appendino ha fatto un discorso dai toni molto istituzionali, sottolineando anche che terrà conto dei meriti degli avversari. Volete dimostrare che avrete un approccio in caso di governo diverso da alcuni toni usati in passato?

«Chiara Appendino è il nuovo sindaco di Torino perché si è interessata dei problemi reali dei cittadini. E questo è quello che tutti i nostri portavoce cercano di dimostrare».

Come crede che il Movimento gestirà questa vittoria?

«Nel migliore dei modi possibili, rispettando le promesse fatte come ha già fatto in Parlamento, nelle Regioni e nei Comuni dove è chiamato a governare. Con il taglio dello stipendio, con il rifiuto dei finanziamenti pubblici, rinunciando alle auto blu e a tutti i privilegi».

L’associazione Rousseau è nata da poco, che risultati ha raggiunto e che obiettivi si pone?

«L’associazione Rousseau sta potenziando il sistema operativo dei Cinque Stelle, ossia la piattaforma Rousseau. Abbiamo rilasciato da poco l’applicazione “Lex Iscritti” che consente ai cittadini di proporre direttamente le leggi che i portavoce 5 Stelle porteranno in Parlamento. È la prima applicazione e unica al mondo nel suo genere. Siamo all’avanguardia e continuiamo a lavorare».

Sono in vista novità?

«Nei prossimi giorni verranno pubblicate le proposte di legge ricevute perché possano essere scelte dagli iscritti. La prossima applicazione che rilasceremo sarà quella di e-learning».

Di cosa si tratta?

«Saranno delle lezioni online corredate di video e approfondimento tenute da alcuni consiglieri comunali per dare supporto ai nuovi eletti di questa tornata».

Come si finanzia l’associazione Rousseau? Lei prende un compenso per la sua attività?

«L’associazione Rousseau si finanzia esclusivamente con piccole donazioni volontarie dei cittadini che vogliono supportarci, come per tutte le attività del Movimento 5 Stelle. La raccolta fondi è ancora attiva. Finora siamo stati sostenuti da 8.423 persone che hanno donato in media 30 euro a testa. La mia attività per Rousseau è a titolo totalmente gratuito».

La democrazia diretta è una direzione che continuerete a perseguire?

«Certo. Noi siamo un’avanguardia, ma in altri Paesi la democrazia diretta e online è applicata a vari livelli. Per esempio in Estonia oltre il 30% degli elettori già oggi vota per le elezioni politiche online, l’istituto del recall che permette di richiamare un politico eletto è attivo in Paesi come la California o il Venezuela, esperimenti sulla scrittura della costituzione da parte dei cittadini sono stati portati avanti in Islanda e Colombia. Bilanci partecipati, scelta dei candidati con primarie online e referendum consultivi sono sempre più diffusi nel mondo. Il nostro obiettivo è di portare la democrazia partecipata on line verso la sua realizzazione completa in Italia».

È vero che organizzerete una cabina di regia per i Comuni?

«Il responsabile degli enti locali è Luigi Di Maio. Per quanto riguarda Rousseau sono già previste delle applicazioni per i sindaci e in generale per i comuni e anche queste saranno rilasciate nei prossimi mesi».

Come vi comporterete in vista del referendum di ottobre?

«La posizione dei Cinque Stelle per il referendum è già stata espressa».

Dopo la nascita dell’associazione Rousseau che ruolo avrà la Casaleggio associati?

«Casaleggio Associati si occupa di definire strategie di rete innovative per i propri clienti. La nostra società ha creato e sviluppato il sistema operativo del Movimento e l’ha poi donato all’associazione Rousseau che si sta appunto occupando di accelerarne lo sviluppo».

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One Response to Casaleggio: «Io non mi candiderò, continuo a lavorare per la democrazia diretta nel nome di mio padre»

  1. Max ha detto:

    Tuo padre….un vero patriota…un membro del gruppo Bildelberg…. Meriterebbe piazze in tutta Italia…. Gente senza vergogna…

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