Poletti

Licenziamenti Statali, vale l’articolo 18

Sentenza della Cassazione: la legge Fornero e il Jobs Act inapplicabili per i dipendenti della Pa Confermata la posizione del governo, per i giudici è “funzionale all’imparzialità dell’amministrazione”

VALENTINA CONTE, la Repubblica • 10/6/2016 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 713 Viste

Stavolta la Cassazione dice no. L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori vale ancora, in senso pieno, per gli statali. Ai dipendenti pubblici non si applica la Fornero e neanche il Jobs Act. In caso dunque di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo, il giudice dovrà disporre il reintegro. E non il mero risarcimento, come invece accade – in misura prevalente, tranne i casi di discriminazione – per i lavoratori del settore privato.

La sentenza 11868 della Sezione Lavoro, depositata ieri, contraddice la 24157, depositata il 26 novembre scorso, nella quale la stessa Corte stabiliva che le nuove norme introdotte dalla Fornero (reintegro in casi limitati) si applicano anche al pubblico impiego «contrattualizzato». E «ciò a prescindere dalle iniziative normative di armonizzazione », previste dalla stessa Fornero. «Armonizzazione» di discipline giuridiche tra pubblico e privato che torna invece ora. Laddove i giudici di Cassazione invitano il governo a provvedere, perché se proprio vuole applicare la Fornero agli statali, serve un «intervento normativo». Intervento che l’esecutivo – da sempre sostenitore del doppio binario, come confermato più volte dal ministro Madia – intende sì fare, ma in senso contrario: per escludere, una volta per tutte, i dipendenti pubblici dal licenziamento senza reintegra, «perché diversa è la natura del datore di lavoro». E l’assunzione avviene per concorso pubblico, nella maggior parte dei casi.

«L’ho sempre sostenuto, fin da quando ero ministro», esulta Filippo Patroni Griffi, ora presidente aggiunto del Consiglio di Stato. «Lo strumento del reintegro è funzionale a preservare l’imparzialità della pubblica amministrazione e la stessa autonomia dei dirigenti. Sostituirlo con il risarcimento del danno significa gravare il costo di un licenziamento, accertato illegittimo, sulla comunità, esponendo inoltre il lavoratore licenziato all’arbitrio del suo datore di lavoro».

Di opposto avviso Pietro Ichino. Per il giuslavorista e senatore Pd la sentenza della Corte si riferisce solo «a un comma della legge Fornero» e dunque «non estensibile alla riforma dei licenziamenti del 2015, che non contiene alcuna norma limitativa della propria applicabilità nel settore pubblico». Licenziamenti di statali dunque possibili, in base al Jobs Act: se illegittimi solo denaro, niente rientro. Rincara la dose l’ex ministro Pdl Maurizio Sacconi: «La sentenza ci dice che l’articolo 18 continua a vivere e a dispiegare i suoi effetti negativi sulla produttività del lavoro e sulla attitudine ad assumere». E dunque «ricordo al presidente Renzi che non è stato cancellato, anzi restiamo l’unico paese europeo con la reintegra».

Taglia corto però il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: «Nel Jobs Act era chiara l’intenzione del legislatore di riformare l’articolo 18 solo per il settore privato e non per il pubblico».

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One Response to Licenziamenti Statali, vale l’articolo 18

  1. k ha detto:

    che schifo

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