Unioni civili, ok dal Consiglio di Stato

Diritti. Via libera al decreto che istituisce il registro. Prime unioni entro ferragosto

Carlo Lania, il manifesto • 22/7/2016 • Copertina, Libertà & Nuovi diritti • 548 Viste

Adesso per tantissime coppie omosessuali il momento di spedire le partecipazioni è davvero arrivato. Il via libera lo ha dato ieri il Consiglio di Stato esprimendo parere favorevole al decreto transitorio contenente le disposizioni attese dai Comuni per l’istituzione dei registri delle unioni civili. Si tratta di un primo ma decisivo passo in attesa dei decreti attuativi della legge approvata lo scorso mese di maggio, passo che però consentirà di celebrare le prime unioni entro ferragosto.

«Era un provvedimento urgente, ampiamente atteso» ha spiegato il presidente della sezione atti normativi di Palazzo Spada, Franco Frattini. «Abbiamo acceso la luce sul nuovo istituto di stato civile. Mi auguro che la concreta operatività possa consentire di attuare il diritto di coloro che stanno richiedendo di costituire unione civile». Frattini ha poi spiegato come anche il problema dei sindaci obiettori di coscienza sia stato superato. Per la celebrazioni delle unioni, ha detto, «il testo legislativo fa riferimento non ai sindaci in particolare ma parla di ufficiali di stato civile: si tratta di una platea talmente ampia da garantire comunque l’applicazione della norma».

Che l’attesa fosse alta, non ci sono dubbi. All’apposito centralino istituito a Milano dal Comune (02-88441641), in un solo giorno sono arrivate 79 telefonate di prenotazione, 36 a Bologna tra mercoledì e ieri (051-2193530 o celebrazionematrimoni@comune.bologna.it), una decina a Verona, dove il sindaco Flavio Tosi si è detto pronto a mettere a disposizione delle coppie il famose balcone di Romeo e Giulietta. Una decina le prenotazioni arrivate anche a Pesaro e Fiumicino. E questi sono solo degli esempi.

Nei giorni scorsi anche l’Anci, l’associazione dei Comuni, aveva sollecitato il governo perché varasse un decreto ponte con le istruzioni necessarie alle amministrazioni per poter procedere. Un’urgenza dettata anche dalle interviste rilasciate sempre in questi giorni da alcune persone gravemente malate che hanno chiesto di poter essersi unire al più presto con il proprio o la propria partner.

Superato l’esame del Consiglio di Stato, ora spetta al Viminale varare entro cinque giorni un provvedimento sulle formule da inserire nei registri in modo da consentire le prime cerimonie per la metà di agosto. Infine sarà la volta dei decreti attuativi, per l’emanazione dei quali i giudici di palazzo Spada suggeriscono di rispettare il termine del 5 dicembre arrivando a quella data anche con il via libera del garante della privacy, necessario perché quelli trattati sono comunque dati sensibili.

Passaggi necessari, che non ritarderanno però più l’applicazione della legge. «E’ fatta», ha infatti commentato ieri la presidente della Camera Laura Boldrini, mentre il presidente della Associazione avvocati matrimonialisti saluta i via libera del Consiglio di Stato «l’ultimo atto di una legge importante che sta rivoluzionando il comune sentire degli italiani». Per la senatrice Pd Monica Cirinnà, che ha dato il nome alla legge, «il Consiglio di Stato conferma il buon lavoro del governo e del parlamento. Arriverà in questi giorni si sindaci la modulistica del ministero degli Interni e finalmente da ferragosto confetti arcobaleno per tutti».

«Le liste di attesa istituite in queste giorni in diversi comuni d’Italia e ce vedono decine di coppie pronte a celebrare la propria unione – ha commentato invece il segretario nazionale di Arcigay, Gabriele Piazzoni – testimoniano la necessità di corrispondere quanto prima a queste istanze, che sono diritti sanciti da una legge già in vigore». Soddisfatto, Piazzoni, anche per la decisione del Consiglio di Stato di non considerare l’obiezione di coscienza dei sindaci «derubricata – ha detto – a fenomeno estraneo ala legge e di nessuna efficacia».

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