Renzi vede Merkel e Hollande “Rilanciamo la Ue dal basso”

Oggi l’incontro a Ventotene e a bordo della nave Garibaldi Il premier: “L’Italia è tornata nel gruppo di testa dell’Unione”

GOFFREDO DE MARCHIS, la Repubblica • 22/8/2016 • Copertina, Europa • 711 Viste

Lo spirito di Ventotene deve ispirare «un rilancio dell’Europa dal basso». Tutto è pronto sulla nave Garibaldi e sull’isola pontina per ospitare il vertice tra Angela Merkel, François Hollande e Matteo Renzi. Il premier italiano punta sull’aspetto simbolico del luogo dove fu scritto il Manifesto europeista di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, antifascisti al confino. Dopo la Brexit l’Unione europea è molto in difficoltà e non trova soluzioni su tanti fronti: l’immigrazione, le politiche economiche, la stabilità messa in crisi dai populismi tanto da ipotizzare una Ue a due velocità. Ma Renzi sgombra subito il campo da questa ipotesi, non sarà sul tavolo oggi: «Tutti gli italiani dovrebbero essere orgogliosi che i leader di Francia e Germania siano in Italia, in luogo simbolo per discutere dell’Europa».

Si partirà dall’immigrazione, con il nostro Paese che continua a essere una delle frontiere più esposte. «Non pensiamo che il problema degli immigrati riguardi solo noi. Non siamo da soli è un problema europeo. La Germania ha avuto otto, nove volte gli arrivi che abbiamo avuto noi, 1 milione 170 mila persone ». In Italia, ricorda il premier, gli sbarchi hanno coinvolto 106 mila persone lo scorso anno e 102 mila quest’anno. La risposta però non sono i muri, ma i ponti. «L’Unione ha tanto bisogno dei valori italiani, ne sono orgoglioso. Io lo so che ho perso dei voti, ma quando vedo un bambino che rischia di annegare la prima cosa da fare è salvare quel bambino».
Renzi ha parlato alla Versiliana prima di raggiungere oggi Ventotene, nel pomeriggio. I tre leader saranno sulla tomba di Altiero Spinelli, poi terranno la riunione a bordo della portaerei Garibaldi nelle acque di fronte all’isola. Nessuna garanzia su risultati concreti dal vertice, ma Renzi dice che «ce la giochiamo perché le condizioni sono cambiate, l’Italia è tornata nel gruppo di testa dell’Unione ». Questa è la seconda volta che va in scena il formato del direttorio a tre, sostituto dell’asse franco-tedesco che ha guidato l’Europa, ma ormai insufficiente. L’allargamento a un governo guidato dal segretario del maggior partito del Pse, accanto alla principale leader del Ppe, era un passo necessario, quasi obbligato. Un passaggio del summit affronterà la proposta italiana del piano per la cultura, escludere gli investimenti nel settore dai vincoli dell’Unione. Un’idea «che colma un vuoto di anni nelle politiche dell’Ue» secondo il ministro delle attività culturali, Dario Franceschini . Un altro tema sarà l’atteggiamento da tenere con la Turchia e con la dura repressione di Erdogan dopo il fallito golpe. «L’ho detto prima di quegli eventi. Ci sono valori non negoziabili come la libertà di stampa e di espressione». L’ultima battuta è tutta italiana e non sarà al centro del colloquio di oggi. La polemica sui 50 profughi che dovrebbe ospitare Capalbio, la cittadina dove villeggiano alcuni esponenti della classe dirigente della sinistra: «È un posto bellissimo ma lì valgono le stesse regole che valgono nel resto del Paese». Se il piano di distribuzione dei migranti prevede 50 arrivi, gli arrivi ci saranno.
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