Milano, supermercati aperti anche a Ferragosto. I sindacati: “La festa non si vende”

Decine i centri dove fare la spesa anche il 15 agosto. E molti fanno l’orario H

TIZIANA DE GIORGIO, Repubblica.it • 15/8/2016 • Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 531 Viste

La grande distribuzione si adegua ai ritmi della città che non si svuota più del tutto, nemmeno nelle settimane clou delle ferie estive. Anche nel giorno per eccellenza della grande serrata agostana, trovare un supermercato aperto per chi è rimasto a casa e ha il frigo vuoto non solo non è più un’impresa. Ma è più facile di quanto si possa immaginare. E la Milano (davvero) deserta sembra essere ormai solo un ricordo. Anche a Ferragosto.

Una delle catene che ha fatto degli orari a maglie larghe – e della spesa tutti i giorni e a tutte le ore – un cavallo di battaglia è la francese Carrefour, che anche il 15 agosto ha deciso di tenere aperti la stragrande maggioranza dei suoi punti vendita in città, almeno fino all’ora di pranzo. Ma in 13 supermercati, la spesa si fa h24 anche il giorno di festa: dal market di viale Monza a quello di piazza Principessa Clotilde, da via delle Forze Armate al punto vendita di Corso Lodi. Spesa garantita anche in due supermercati targati Esselunga: dalle 9 alle 20, si può riempire il carrello anche al market di via Solari, all’angolo di via Bergognone, così come in quello di via Rubattino, dall’altra parte della città.

“Anche la maggior parte dei punti vendita Simply rimarranno aperti, alcuni solo al mattino, altri tutta la giornata”, fanno sapere dalla catena. Ma le serrande restano alzate anche per diversi centri commerciali, in città come nell’hinterland. Sono aperti fino a sera tutti e 44 i negozi del Portello, dietro viale Certosa, iper compreso. Così come Il Centro di Arese oppure l’Auchan di Cesano Boscone. Gli scontrini battuti a Ferragosto, come del resto quelli del Primo maggio, non piacciono però ai sindacati che parlano di aperture selvagge: “La festa non si vende. Ormai le catene che si fanno concorrenza attraverso le aperture e durante le festività sono sempre più diffuse”, commenta Marco Beretta, della Filcams Cgil, che punta il dito contro la decisione del governo Monti di liberalizzare gli orari del commercio.

I BIG DELLA DISTRIBUZIONE: “AMAZON NON CHIUDE MAI”

“Chi lavora in questo settore ha il diritto di festeggiare come gli altri – aggiunge – e non credo che un’apertura di questo tipo sia essenziale, anche se c’è più gente in città. Non si muore di fame”. Della stessa idea Luigino Pezzuolo, della Fisascat Cisl. “Si rischia, fra l’altro, di aumentare i prezzi per riuscire a tenere aperti più giorni o più ore nell’arco dell’anno”, sostiene, riflettendo però anche su un altro aspetto. Ovvero sulla necessità di diversi dipendenti di mettere qualche soldo in più da parte lavorando durante i festivi. “Non è un tema secondario – spiega – ma è anche vero che la stragrande maggioranza di questi lavoratori è assunto con un part time. È chiaro che un festivo diventa molto appetibile. Se avessero la possibilità di lavorare a tempo pieno la musica cambierebbe “.

Ma Federdistribuzione risponde così alle polemiche: “Queste

aperture vogliono dare un servizio al cliente – spiega il presidente Giovanni Cobolli Gigli – apprezziamo molto la nuova legge che consente agli imprenditori di scegliere quando aprire. Non siamo ancora usciti da un periodo molto lungo in cui i consumi continuano a calare, nonostante i prezzi vadano al ribasso. E guai a pensare che i costi delle aperture possano gravare sui clienti: nessuno lo fa se ha la sensazione che i costi sono più dei ricavi. Sarebbe da masochisti”.

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