Yemen, raid sunnita colpisce ospedale Msf: almeno 11 morti e 20 feriti

Yemen, raid sunnita colpisce ospedale Msf: almeno 11 morti e 20 feriti

Un ospedale è stato nuovamente colpito in Yemen dalla coalizione sunnita guidata dall’Arabia Saudita. Stavolta ad essere bombardata è una struttura di Medici Senza Frontiere in cui si contano almeno 11 morti e 20 feriti. L’ospedale si trova ad Abs, nella provincia nord orientale di Hajja, a 130 km dalla capitale Sanaa. Le vittime sono pazienti o personale locali e un ingegnere che lavorava per Msf.

Il raid è avvenuto alle 15,45 locali (le 14,45 in Italia) 48 ore dopo gli attacchi che hanno ucciso 10 bambini in una scuola, nel paese devastato da una guerra dimenticata. Come il raid di sabato, anche questa incursione è avvenuta nel nord del paese, nelle zone controllate dai ribelli sciti Houthi, alleati con i soldati rimasti fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh, che dal 2014 contende il potere all’attuale presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, insediato in via provvisoria ad Aden nel sud del paese. E’ stata la stessa organizzazione umanitaria, che lavora ad Abs dal 2015,  a dare notizia del bombardamento sul suo account twitter. E ha aggiunto: “Il numero di morti e feriti non è ancora ufficialemente noto” e “squadre di medici che si occupano dei feriti”.

Gli abitanti di Abs, testimoni del raid contro l’ospedale, hanno raccontato che la coalizione saudita negli ultimi giorni aveva preso di mira alcune postazioni dei ribelli nella loro città, causando numerosi feriti, molti dei quali ricoverati nella struttura bombardata.

Abs si trova ai margini della città di Harad, vicino al confine con l’Arabia Saudita, aree da cui i ribelli yemeniti spesso attaccano regioni saudite vicino al confine, teatro di aspri combattimenti da entrambi i fronti.  La coalizione saudita aveva negato di aver bombardato la scuola dei bambini, ammettendo però di aver preso di mira un campo dove i ribelli addestrano i loro bambini-soldato. Oggi, tuttavia, e dopo un richiamo del capo delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, la coalizione araba ha annunciato l’apertura di un’indagine sui bombardamenti, che sarà “indipendente e in linea con gli standard internazionali”.

La coalizione e l’Arabia Saudita sono regolarmente accusati di “errori” contro i civili, anche contro i bambini. Lo scorso 4 agosto hanno anche ammesso “carenze” del diritto umanitario in due diversi attacchi nel 2015: uno contro un complesso residenziale nella città portuale di Mokha (65 morti, secondo Human Rights Watch) e l’altro contro un altro ospedale gestito da Msf nel nord.

Originari del nord dello Yemen, gli Houthi erano insorti contro il potere di Hadi nel 2014, conquistando vaste aree del paese, inclusa la capitale Sanaa. Nel marzo del 2015, l’Arabia Saudita sunnita, che accusa gli Houthi di legami con i rivali sciti iraniani, ha preso la testa di una coalizione militare araba per fermare l’avanzata dei ribelli con bombardamenti aerei e combattimenti a terra . Da allora la guerra ha causato più di 6.400 morti e 30mila, la gran parte civili. E a gennaio un altro ospedale di Msf era stato centrato da colpi di cannone nella provincia di Saada causando 4 morti.

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