14 leader sociali assassinati da paramilitari in Colombia in un mese

Quasi tutti gli omicidi sono stati commessi da un gruppo paramilitare, le Autodenominadas Autodefensas Gaitanistas de Colombia in zone con forte presenza militare e di polizia

o.c. • 29/1/2017 • Diritti umani & Discriminazioni, News DG • 738 Viste

Nel mese di gennaio 2017 sono stati assassinati in Colombia 14 leader sociali e difensori dei diritti umani. Tra loro, una donna e 3 militanti di Marcha Patriotica. Quasi tutti gli omicidi sono stati commessi da un gruppo paramilitare, le Autodenominadas Autodefensas Gaitanistas de Colombia in zone con forte presenza militare e di polizia dello Stato, nei dipartimenti del Cauca, Valle del Cauca, Antioquia, Córdoba, Chocó e Cesar.

Il 2016 si era chiuso con l’omicidio di 116 leader sociali e difensori dei diritti umani. Tra loro 19 donne e 23 militanti di Marcha Patriotica. Cinque persone risultano scomparse forzatamente, 46 gli attentati registrati e 350 le minacce ricevute, individualmente e collettivamente.

Questa situazione, sottolineano il Movimiento Marcha Patriótica insieme a Mesa Nacional de Garantías para Defensores de Derechos Humanos Sub Comisión de Garantías y Derechos Humanos de Cumbre Agraria, Campesina, Étnica y Popular, Congreso de los Pueblos, Red Nacional de Defensoras de Derechos Humanos, FENSUAGRO – CUT, non fa che conformare la sistematicità degli attacchi nonostante il governo colombiano continui a sostenere che non ci sono legami tra i vari omicidi. Inoltre tale situazione è la prova concreta dell’esistenza e dell’agire dei gruppi paramilitari nel territorio nazionale.

Di fronte a questo panorama le organizzazioni chiedono allo Stato colombiano di implementare gli accordi di pace dell’Avana per quello che riguarda la Commissione Nazionale di Sicurezza e la Unità Speciale di indagine per lo smantellamento delle organizzazioni e comportamenti responsabili di omicidi e massacri contro difensori dei diritti umani, movimenti sociali e persone che partecipano all’implementazione degli accordi di pace.

Alla società colombiana, le organizzazioni chiedono di non rimanere in silenzio di fronte al genocidio.

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