I volti dell’alienazione. E gli OPG ancora non chiudono

negli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) di Montelupo Fiorentino (Firenze) e Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) sono ancora rinchiuse 15 persone

Michele Anzaldi, Vita.it • 30/1/2017 • Carcere & Giustizia, Diritti umani & Discriminazioni, Salute & Politiche sanitarie • 939 Viste

Un ritardo inumano, una violazione dello stato di dignità e diritto

Il 31 marzo del 2015, dopo tanti dibattiti e richiami – come quello dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che nel suo messaggio di fine anno del 2012 aveva definito quei luoghi “orrendi e non degni di un paese appena civile” – divenne la data stabilita per la chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG). 906 persone internate negli OPG ritornavano alla vita. In tanti, anche l’Huffington Post, ne avevano raccontato il lungo percorso trovando e riproponendo una indimenticabile campagna dell’Espresso .

Purtroppo come spesso accade non tutto è stato facile e scontato, anzi. Da quel lontano 31 marzo 2015, per dare attuazione al provvedimento che rischiava di cadere nel dimenticatoio, è stata necessaria, il 19 febbraio 2016 , la nomina di Franco Corleone, Commissario da parte del Governo per l’applicazione della legge. Oggi, grazie al lavoro di Corleone, del Governo, delle Regioni e di tante associazioni e persone sensibili, sono stati chiusi 4 OPG, quelli di Castiglion dello Stiviere, Secondigliano, Reggio Emilia e Aversa.

2
disegni di Roberto Sambonet

In campo culturale, nonostante la scandalosa assenza della Rai (servizio pubblico), ci sono state tante piccole ma pregevoli iniziative come quella che si è chiusa il 27 gennaio a Trieste, “I volti dell’alienazione, disegni di Roberto Sambonet”, la mostra che precedentemente era stata ospitata alla Fabbrica del Vapore di Milano, al Teatro Chille de la balanza di Firenze, al Palazzo Municipale di Ferrara, al Museo in Trastevere di Roma, al Museo Ken Damy di Brescia, a Palazzo Lanfranchi di Matera e a Palazzo d’Accursio a Bologna. Una raccolta di ritratti che Roberto Sambonet ha realizzato tra il 1951 e il 1952 nel manicomio di Juqueri, a cinquanta chilometri da San Paolo in Brasile, in cui racconta e indaga il complesso fenomeno del disagio mentale. Si tratta di 40 disegni e 70 studi tratti dall’Archivio pittorico Roberto Sambonet, che con la collaborazione di StopOpg, a cura di Franco Corleone e Ivan Novelli, ha dato vita ad un catalogo illustrato, pubblicato da Palombi Editori.

1
disegni di Roberto Sambonet

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This