Nasce il Coordinamento di Coltivatori di Coca, Papavero e Marihuana nel Cauca

Nasce il Coordinamento di Coltivatori di Coca, Papavero e Marihuana nel Cauca

La capitale del Cauca, Popayán, nel sudovest colombiano è stata l’epicentro della prima assemblea e presentazione della Coordinadora Nacional de , Papavero y Marihuana – COCCAM (Coordinamento di Coltivatori di Coca, Amapola and Marihuana), uno spazio creato da contadini, indigeni e afro-discendenti che coltivano queste piante in tutto il paese.

L’iniziativa di formare il COCCAM è nata il 10 e 11 gennaio nella città di Bogotá con l’obiettivo di promuovere l’implementazione del Punto 4 dell’accordo di pace dell’Avana (soluzione al problema delle droghe illecite) e contribuire alla costruzione della pace con giustizia sociale in tutto il territorio nazionale. Questo, dice in un comunicato la neonata COCCAM, beneficerà migliaia di famiglie che vivono di queste coltivazioni. Sarà infatti la trasformazione strutturale del territorio che permetterà di raggiungere la sostituzione volontaria, integrale e concordata delle coltivazioni, così come pattato all’Avana.

 

L’assemblea del Cauca si è svolta alla Facoltà di Medicina e ha visto la partecipazione di quasi ottocento delegati e delegate provenienti da tutto il paese. L’incontro si è svolto sulla base di assi tematici per regioni e alla sera si è svolto un dibattito sull’annuncio realizzato poco prima dalla Commissione del Governo nazionale e le FARC-EP sul Programma Nazionale di Sostituzione delle Coltivazioni di uso illecito.

Il comunicato della COCCAM sottolinea che la neonata rete propende per la sostituzione integrale, volontaria e concordata, la difesa dei costumi rurali, ancestrali, medicinali e industriali nell’uso della coca, l’industria alternativa della marihuana e del papavero, così come l’utilizzo di queste piante nel trattamento medico della tossicodipendenza. Per questo il coordinamento chiede la cessazione della stigmatizzazione, repressione, persecuzione e carcere contro migliaia di contadini perché come pattato all’Avana si dovrà provvedere alla realizzazione di una nuova politica con una nuova visione che cessi di considerare le coltivazioni come causa del narcotraffico e i coltivatori come criminali.


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