Accordo sulla mobilità dei docenti

Durerà un anno. La riforma Renzi-Giannini continua

il manifesto • 2/2/2017 • Istruzione & Saperi • 583 Viste

A tutti i docenti di ogni ordine e grado, titolari di scuola e di ambito, compresi i neo-assunti, è stata data la possibilità solo per il prossimo anno scolastico di presentare una domanda per il trasferimento

Siglato il contratto sulla mobilità dei docenti tra il ministero della pubblica Istruzione e i sindacati Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals Confsal. A tutti i docenti di ogni ordine e grado, titolari di scuola e di ambito, compresi i neo-assunti, è stata data la possibilità solo per il prossimo anno scolastico di presentare una domanda per il trasferimento provinciale e interprovinciale in deroga al vincolo triennale stabilito dalla riforma «Buona Scuola» Renzi-Giannini. Il vincolo sarà ripristinato nel 2018-2019 e, in questo modo, l’impianto della riforma è stato mantenuto.

Nell’accordo non viene menzionata la «chiamata diretta» dei docenti da parte del «preside manager», l’architrave della «riforma» renziana che nel 2015 ha portato allo sciopero generale più grande degli ultimi anni. In un accordo siglato a fine dicembre era stato stabilito che l’intesa sulla mobilità sarebbe stata affrontata insieme alla chiamata diretta. Se ne riparlerà in una nuova trattativa.

Per il Miur «a seguito di questo accordo partirà ora la contrattazione sull’individuazione dei docenti per competenze». Limitatamente al prossimo anno scolastico tutti i docenti che faranno domanda, e soprattutto troveranno un posto disponibile, potranno esprimere fino a 15 preferenze. Oltre agli ambiti, potranno indicare massimo 5 scuole dove insegnare. I trasferimenti provinciali avranno la precedenza su quelli interprovinciali, anche se il richiedente ha un punteggio inferiore rispetto a chi presenta domanda da fuori. Precedenza sarà data a chi ha un familiare disabile.

Il contratto terrà conto inoltre della novità prevista nella Legge di Bilancio per il 2017: il passaggio di una parte dell’organico di fatto in organico di diritto comporterà una variazione dell’organico della scuola In questo modo sindacati e ministero sperano di affrontare le gravi difficoltà che la scuola italiana affronta ad ogni inizio di anno scolastico. Ora l’accordo sarà controllato dal ministero dell’Economia, della Funzione Pubblica e dalla Corte dei Conti.

Il contratto è stato criticato dalla Gilda che si era già sfilata dalle trattative: «Il Miur continua imperterrito a portare avanti la legge 107 \[«Buona Scuola», ndr.\] fa confluire la maggior parte dei docenti nell’ambito territoriale, con conseguente chiamata diretta». «Non si è ancora svolta la trattativa parallela sulle modalità e le procedure di assegnazione dei docenti dall’ambito territoriale alla scuola, mentre l’intesa prevedeva la firma contestuale al termine delle due trattative». Per l’Anief il contratto «è illegittimo e ad alto rischio impugnazione».

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