Presidenziali in Francia. Fillon con le spalle al muro

Valanga di rivelazioni, Fillon accusa: “è un colpo di stato istituzionale” ordito dalla “sinistra”. Ma già i suoi lo stanno mollando

Anna Maria Merlo, il manifesto • 2/2/2017 • Internazionale • 716 Viste

“Candidatura ormai compromessa”, i sondaggi lo escludono dal ballottaggio (Le Pen-Macron)

PARIGI. Con le spalle al muro, assediato dalla valanga di rivelazioni sugli stipendi versati ai famigliari (la moglie, che fa fatica a dimostrare di aver effettivamente lavorato come assistente parlamentare, ma anche due figli, in tutto ormai è stato superato il milione di euro), François Fillon fa ormai ricorso all’artiglieria pesante: ieri ha addirittura parlato di “colpo di stato istituzionale” contro di lui, per screditarlo, causato dalla “sinistra”. Per l’Eliseo, “il solo potere, all’occorrenza, è quello della giustizia, che deve poter lavorare nella serenità e le sole esigenze sono quelle della trasparenza e dell’esemplarità”. Il portavoce del governo, Stéphane Le Foll, ha giudicato le accuse di Fillon “inaccettabili”, mentre il portavoce del candidato Ps Benoît Hamon, ha suggerito che Fillon “invece di accusare la terra intera, dovrebbe pensare a chiedere scusa ai francesi per tutte le menzogne” profferite.

La candidatura Fillon traballa sempre più. Profilo basso di Marine Le Pen, anche lei impelagata in uno scandalo analogo di falsi assistenti parlamentari al Parlamento europeo, remunerati da Strasburgo ma che in realtà lavoravano in Francia per il Fronte nazionale. Marine Le Pen rifiuta di rimborsare l’Europarlamento per gli stipendi versati all’ex cognata, Catherine Griset, 298.392 euro. L’Europarlamento potrebbe rifarsi sequestrando la metà dello stipendio della candidata dell’estrema destra. “Non mi chiamo François Fillon” è la difesa di Marine Le Pen, che assicura: “non mi sottomettero’ alla persecuzione”. I sondaggi non rilevano effetti sulle intenzioni di voto per la leader del Fronte nazionale: secondo un’ultima inchiesta, Marine Le Pen arriverebbe sempre in testa al primo turno. Ma Fillon sarebbe ormai in terza posizione, dietro Emmanuel Macron.

Le rivelazioni si succedono. Secondo Le Canard Enchainé, Penelope Fillon sarebbe stata remunerata fin dall’88, cioè sette anni di più di quelli ammessi da François Fillon, 330mila euro supplementari. Ieri è stato interrogato il “supplente” di Fillon all’Assemblée, Marc Joulard. Secondo il Canard, con Joulard Penelope Fillon avrebbe innalzato la remunerazione a più di 10mila euro al mese, cioè guadagnava di più del deputato che doveva “assistere” (la cifra, se confermata dall’inchiesta, sarebbe illegale). 83.735 euro sono stati versati ai figli, “competenti avvocati” secondo Fillon, in realtà quando erano ancora studenti di Legge (dopo aver accusato il Canard di misoginia, risulta che Fillon ha pagato di più le ore al figlio maschio che alla figlia femmina). Due giorni fa, c’è stata una perquisizione negli uffici dell’Assemblée nationale, un deputato di destra ha definito i poliziotti “bolscevichi”. Ma i rumors gonfiano. Ci sono interrogativi sulla società di consulenza fondata da Fillon nel 2012, la 2FConseil, proprio solo 13 giorni prima di tornare ad essere deputato (dopo essere stato primo ministro): giusto in tempo per sfuggire alla legge, che impedisce ai parlamentari di iniziare un’attività di consulenza dopo essere stati eletti, per evitare di alimentare sospetti di conflitti di interesse. Secondo LeMonde, tra i principali clienti della F2Conseil c’è la Ricol Lasteyrie Corporate Finance. Uno dei fondatori, René Ricol aveva lavorato con il governo Fillon durante la presidenza Sarkozy. Il candidato dei Verdi, Yannick Jadot, sospetta l’esistenza di contratti con la Russia da parte della 2F, cosa che spiegherebbe secondo lui “la compiacenza verso Putin” da parte di Fillon.

La destra dubita in modo sempre più rumoroso. Ieri, il deputato Georges Fenech (sarkozysta) ha detto ad alta voce che la “candidatura Fillon è molto compromessa” e che “le primarie sono caduche”. Fillon ha chiesto ai suoi di “tenere duro per 15 giorni”, in attesa dei nuovi sviluppi giudiziari. Ma la destra pensa già al sostituto. Non c’è più tempo per altre primarie, ma potrebbe esserci un veloce voto Internet. Alain Juppé, sconfitto da Fillon alle primarie, resta attendista. Sarkozy ha dei pruriti. Dei giovani lupi hanno registrato ufficialmente le sigle “Baroin2017” (ex ministro di Sarkozy), Bertrand2017 (presidente della regione Hauts de France), Wauquiez2017 (presidente di Rhône-Alpes-Auvergne).

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