Slovacchia. Tra immigrazione ed emigrazione per lavoro

Anche se il numero degli stranieri che lavorano in Slovacchia è raddoppiato negli ultimi due anni, sempre più slovacchi lasciano il paese

OSME - Osservatorio Sociale Mitteleuropeo • 1/3/2017 • Europa, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 1195 Viste

Anche se il numero degli stranieri che lavorano in Slovacchia è raddoppiato negli ultimi due anni, sempre più slovacchi lasciano il paese. Circa 150.000 di loro lavorano all’estero per periodi inferiori a un anno, secondo la recente analisi effettuata da UniCredit Bank Repubblica Ceca e Slovacchia. “La maggior parte di loro va a lavorare nei paesi vicini, come l’Austria e la Repubblica Ceca,” hanno riferito gli analisti della banca citati dall’agenzia di stampa TASR. Il Ministero delle Finanze ha stimato il numero dei lavoratori slovacchi all’estero utilizzando il database dell’assicurazione sanitaria. Secondo gli analisti, negli ultimi 15 anni 300.000 slovacchi hanno lasciato il loro paese. Si tratta soprattutto di giovani di età inferiore a 30 anni con una formazione universitaria. La maggior parte di loro viene dall’est del paese. Sempre secondo gli analisti in Slovacchia il fenomeno è cresciuto in modo particolare dopo l’adesione del paese all’Ue. Attualmente, circa 15.000 slovacchi lasciano il paese ogni anno.

 

Secondo gli analisti il numero degli slovacchi che lavorano all’estero può superare di dieci volte quello degli stranieri che lavorano in Slovacchia. Questi ultimi vengono soprattutto da paesi dell’Europa centrale e orientale. Molti di loro sono romeni ma, nel corso di questi ultimi anni, è aumentato considerevolmente il numero dei lavoratori serbi. Rilevante anche il numero dei lavoratori provenienti da paesi vicini come la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Polonia e l’Ucraina. Risulta notevole anche la presenza di bulgari e croati, mentre le ultime posizioni sono occupate da italiani e coreani che di norma svolgono funzioni manageriali all’interno delle diverse aziende attive nel paese e provenienti dall’Italia e dalla Corea.

 

Gli analisti riferiscono che vi sono lavoratori stranieri occupati in diversi centri di Bratislava che offrono servizi, ma risultano numerosi anche coloro i quali svolgono mansioni di lavoro che non richiedono alcun titolo di studio e che, offrendo bassi salari, sono meno interessanti per gli slovacchi. La ricerca mette in luce il fatto che la presenza di lavoratori stranieri nel paese non è omogenea: la maggior parte di essi si trova nel distretto di Trnava (nord-est di Bratislava) che ha seri problemi in termini di scarsità di manodopera. Molti stranieri abitano poi in altri distretti, come Revúca e Svidník, caratterizzati da relativamente alti tassi di disoccupazione.

 

In generale, stando ai risultati dell’indagine, emerge che la maggior parte dei lavoratori stranieri opera nella Slovacchia dell’ovest, allorché la loro presenza è più rarefatta nelle regioni settentrionali e orientali. La scarsa mobilità della manodopera, tuttavia, spesso porta i datori di lavoro della Slovacchia sud-occidentale ad assumere prestatori d’opera stranieri. Diversi slovacchi che provengono da regioni con alti tassi di disoccupazione preferiscono cercare direttamente lavoro all’estero, attratti dalla prospettiva di guadagni maggiori di quelli che otterrebbero nel loro paese. Secondo gli esperti che hanno effettuato la ricerca, il problema della scarsità di manodopera, soprattutto in determinate regioni della Slovacchia, potrebbe aggravarsi col passare degli anni.

 

I testi dell’Osservatorio Sociale Mitteleuropeo sono riproducibili alla condizione di citare la fonte

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