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25 aprile. L’Anpi: «Saremo uniti e tanti»

25 aprile. A Milano l’associazione per il boicottaggio di Israele sarà a fine corteo. Iniziative separate a Roma. Su Salò rischio scontri al cimitero. Nella Capitale un cartello solidale con la Palestina

Daniela Preziosi, il manifesto • 25/4/2017 • Storia & Memoria • 463 Viste

«Dobbiamo essere uniti», «l’unità è l’eredità più preziosa ricevuta dalla Resistenza». Roberto Cenati, il presidente dell’Anpi provinciale di Milano, ripete l’ultimo appello per smorzare le polemiche che in questi giorni hanno accompagnato la preparazione del corteo nazionale della Liberazione a Milano e a Roma. Alla manifestazione del capoluogo lombardo – partirà alle 14 da Porta Venezia e raggiungerà piazza del Duomo – dopo un iniziale ritiro, la Brigata ebraica ha deciso di partecipare grazie ad ampi riconoscimenti e garanzie forniti dall’Anpi locale. Del resto le contestazioni non sono mai state contro la Brigata, ma contro i governi israeliani. In ogni caso l’Anpi ha preso una posizione ferma sulla partecipazione del movimento Bds (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) contro Israele: «Abbiamo chiesto che vadano in fondo al corteo, la loro presenza non ha nulla a che vedere con lo spirito del 25 aprile», spiega Cenati. Non è detto che basterà a evitare i rituali fischi delle associazioni filopalestinesi, attesi come tutti gli anni a piazza San Babila.

CENTINAIA DI MANIFESTAZIONI sono annunciate in tutta Italia. A quella di Milano accanto a Anpi e Aned, oltre al sindaco Sala e al presidente del senato Pietro Grasso (che terranno due dei quattro discorsi finali), ci saranno anche i leader di Cgil e Uil. Pittoresca la presenza del Pd: i militanti per l’occasione si esibiranno in cappellini e magliette blu con la scritta «Noi, Patrioti Europei», in tempistica sintonia con le parole del favorito alle presidenziali francesi Macron. Non ci sarà Matteo Renzi: «Dobbiamo dire scusa e grazie agli italiani di religione ebraica. Oggi gli eredi della Brigata ebraica sono messi all’angolo. È un errore», ha detto ieri a Radio Capital. Ma per oggi ha preferito una piazza defilata a Castelnuovo dei Sabbioni (Valdarno); il Guardasigilli e sfidante alle primarie Orlando sarà a Sant’Anna di Stazzema a ricordare le stragi dei civili.

A MILANO LE SINISTRE faranno il possibile per farsi vedere: da Bersani (Art.1) a Pisapia (Campo progressista) a Fratoianni (Sinistra italiana). Toccherà al presidente dell’Anpi nazionale Carlo Smuraglia l’invocazione finale all’unità sulla Liberazione, nell’anno del 70esimo anniversario della Costituzione. Per farlo l’ultranovantenne avvocato, dismessi temporaneamente gli smaglianti panni del fronte del No al referendum, si farà precedere dalla testimonianza della migrante Awa Kane: «L’accoglienza ai profughi è un altro tema ’costituente’», spiega.

INTANTO A MILANO prefettura e questura hanno vietato la manifestazione di CasaPound e «Lealtà e Azione» per i «ragazzi di Salò» sepolti al Campo X del Cimitero Maggiore. Piangeranno i loro morti, ma senza saluti romani. Le forze dell’ordine eviteranno che entrino in contatto con i cittadini che aderiscono all’iniziativa «Porta un fiore al Partigiano» nello stesso cimitero.

LA LIBERAZIONE A ROMA invece si fa in due. Neanche l’appello del presidente della Repubblica Mattarella è riuscito a riconciliare la cittadinanza che seguirà l’Anpi nel corteo (parte alle 9 e mezza dalla Montagnola per arrivare come sempre a Porta San Paolo) con la celebrazione separata della Brigata Ebraica che si è data appuntamento alle 10 e 30 alla ex sede della Brigata (via Balbo, rione Monti). Un cartello di associazioni filopalestinesi ha firmato un appello contro la criminalizzazione di Bds e «contro gli invasori, gli oppressori e gli sfruttatori dei nostri tempi».

Dal lato delle istituzioni il presidente della Regione Zingaretti sarà alle commemorazioni a Porta San Paolo, all’Altare della Patria con Mattarella e alle Fosse Ardeatine. Il suo vice Massimiliano Smeriglio parteciperà all’appuntamento dell’Anpi e quello della Brigata. Stesso tour per la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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