Il procuratore Carmelo Zuccaro: «Alcune Ong vogliono destabilizzare l’economia. Forse»

Immigrazione. Il procuratore di Catania Zuccaro spara accuse. Interviene Orlando: «Sarebbe meglio se parlasse con gli atti». Minniti: «No generalizzazioni»

Leo Lancari, il manifesto • 28/4/2017 • Carcere & Giustizia, Immigrati & Rifugiati • 692 Viste

«A mio avviso alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti. So di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga. Forse la cosa potrebbe essere più inquietante. Si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi».
Da Catania il procuratore Carmelo Zuccaro, titolare di una delle inchieste sui presunti contatti tra le organizzazioni umanitarie che operano nel Canale di Sicilia e i trafficanti di uomini, lancia nuovi e sempre più pesanti sospetti contro chi lavora per salvare la vita dei migranti. Questa volta il magistrato parla dai microfoni del programma Agorà, ma a sostenere le sue parole almeno per ora sembrano esserci solo dei «forse» e dei «potrebbe». Troppa vaghezza per accuse che hanno già provocato le solite speculazioni politiche. Al punto che, dopo settimane di silenzio, il governo decide che è arrivato il momento di intervenire. Il primo a parlare è Andrea Orlando: «Spero che la procura di Catania parli attraverso le indagini perché è il modo migliore per smontare teoremi, se le procure parlano con gli atti è sempre meglio», dice il ministro della Giustizia annunciando che nei prossimi giorni valuterà gli atti prodotti dal procuratore. Dopo Orlando interviene anche il ministro degli Interni Marco Minniti, che invita a «evitare generalizzazioni, giudizi affrettati», nonché ad attenersi «rigorosamente agli atti». Anche perché lo stesso Zuccaro ha spiegato di essere in possesso finora di materiale probatorio frutto probabilmente di segnalazioni dei servizi e di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, ma «non utilizzabile giudiziariamente».
Le parole del procuratore sono comunque il pretesto per Di Maio, Salvini e Meloni per tornare ad attaccare le organizzazioni non governative. «Non so se è chiaro: Ong forse finanziate dagli scafisti! Gli ipocriti continuino pure ad attaccarmi, io vado fino in fondo», scrive su twitter il vicepresidente della Camera che sull’argomento è stato protagonista di uno scontro con lo scrittore Roberto Saviano. «Cosa dicono Boldrini, Saviano e Papa Francesco? – chiede invece il leader della Lega Matteo Salvini – Aiutiamo l’Africa a crescere, non deportiamola in Italia. Bisogna arrestare i trafficanti e affondare tutte le navi usate». Tranchant anche il commento della presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, per la quale «chi continua a difendere questo schifo è complice degli scafisti e della tratta di esseri umani».

Destre a parte, lo stillicidio di accuse che da febbraio piovono sulle Ong dà vita anche a numerose espressioni di solidarietà. Monsignor Francesco Montenegro, presidente della Caritas e arcivescovo di Agrigento, se la prende con chi, a suo dire, è solo alla ricerca di un tornaconto elettorale. «L’immigrazione è fastidiosa soprattutto per chi regge la sua vita sul numero degli elettori – dice – per cui bisogna tentare il più possibile da parte di chi si trova in certi posti di acquistare più simpatia e avere più voti». Emergency parla invece di «polemiche ignobili, perché colpevolizzano alcuni tra i soggetti che stanno cercando di dare il loro aiuto nella più grande tragedia che l’Europa si è trovata ad affrontare dal dopoguerra». Intervenendo di fronte alla commissioni Esteri di Camera e Senato anche il commissario europeo per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica, ha mostrato prudenza circa i presunti contatti tra Ong e trafficanti: «Noi al momento non disponiamo di prove concrete in proposito», ha spiegato. «Se ci sono delle prove, Zuccaro ci dica dove sono» ha detto invece Giovanni Lattanzi, dell’associazione delle organizzazioni italiane per la cooperazione e la solidarietà. «Io non riesco a capire cosa porta il procuratore a denigrare il lavoro serio di molte organizzazioni che stanno facendo un lavoro importante, cioè quello di non far morire esseri umani». La stessa richiesta, vale a dire di mostrare le prove contro le Ong, arriva anche da Save the Children una delle Ong ritenute al di sopra di ogni sospetto anche dalla procura di Catania, mentre per la fondatrice del Moas Regina Catambrone le polemiche politiche di questi giorni servono solo «a criminalizzare la solidarietà e spaventare i cittadini». Catambrone ha anche denunciato di ricevere da tempo «tweet di odio, continue minacce in cui mi augurano la peggior morte possibile».

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