Quando gli studenti incontrano i guerriglieri

Nel villaggio Buenavista, Mesetas, Meta, si trova la Zona Transitoria Mariana Paez delle FARC-EP. Qui 546 guerrigliere e guerriglieri vivono in rustiche capanne

Rubén Zamora * • 22/4/2017 • Talking Peace • 498 Viste

Nel villaggio Buenavista, Mesetas, Meta, si trova la Zona Transitoriao Mariana Paez delle FARC-EP. Qui, 546 guerrigliere e guerriglieri viviamo in rustiche capanne di legno e plastica. Qui incontriamo sogni, ribellioni, la spinta irrefrenabile per la pace e, soprattutto, tantissima umanità coperta dalla pelle tostata da tanti soli di lotta rivoluzionaria.

 

Fino a questo luogo incastrato in una valle è arrivato il volontariato di pace delle università Pedagogica Nacional, Distrital y Nacho.

Ricevere a quasi 200 studenti è stata una esperienza formidabile. Dal momento in cui siamo visti in volto, una sensazione strana ha commosso a tutti e tutte.

 

Questa iniziativa della Federazione di Studenti Universitari FEU ci ha segnati. Sorridere, cantare, gridare, ballare, giocare, studiare e gridare al vento dalla rupe dove si erano installati gli studenti, è stata la maniera di esprimere il significato di questo incontro del volontariato di pace con la nostra comunità guerrigliera.

Non si è trattato soltanto di un incontro di esperienze, saperi, ribellioni e speranze. Molti sguardi e visioni sono confluite in un proposito comune: la riconciliazione e la pace.

 

Con il volontariato di pace abbiamo condiviso storie di vita narrate a volte con dolore e lacrime e racconti epici di una guerra asimmetrica che termina con la vittoria del senso comune, della politica come scienza delle idee e delle lotte per la riconciliazione e la pace.

 

Ci siamo integrati e fusi nella gran sinergia della vita per la pace.

Consideriamo siamo necessario moltiplicare il volontariato di pace e anzi ci sentiamo partecipi di questo. Ci piacerebbe che si convertisse in un movimento sociale, in un movimento reale. E’ rimasto l’impegno di seguire e monitorare gli accordi di pace, di moltiplicare i sogni e seminare l’università nei territori dove deve essere raccolta l’intelligenza delle comunità.

 

In realtà non c’è stato nulla di più bello che immaginare la pace al di là della parola, al di là di una promessa. La pace è paradigmatica, intesa come conseguenza dell’azione trasformatrice della società.

 

Arrivato il momento della partenza, è stata commozione. Una camminata studentesca e guerrigliera è partita dalla via di entrata alla Zona fino al posto dove erano parcheggiati gli autobus che riporterebbero questa gioventù vibrante e rinnovata alla capitale del paese. Scambio di dettagli, baci, abbracci e promesse hanno riaffermato, al di là dell’infamia mediatica, che c’è un mondo meraviglioso tutto da scoprire e da vivere che è la qualità umana, le storie e l’immenso amore palpitante nella vita guerrigliera.

* Guerrigliero FARC-EP

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