Open Corporation. Il sindacato fa a classifica delle multinazionali

Open Corporation. Il sindacato fa a classifica delle multinazionali

L’italiana Filcams Cgil guida il progetto finanziato dalla Ue

Quanto è difficile ottenere informazioni esaurienti dalle multinazionali. Spesso sono come dei muri di gomma, le richieste del sindacato rimbalzano al mittente. Ma qualcuna, per il momento si contano sulle dita di una mano, ha accettato la sfida: e ha deciso di rispondere al primo questionario europeo sul ranking sindacale. Autovalutando il proprio comportamento su parametri importanti: rispetto dei diritti dei lavoratori e dei contratti, dell’ambiente, tutela della disabilità e della diversità, accessibilità delle informazioni e trasparenza. Unicredit, Adecco, Salini Impregilo e Autogrill risultano tra le “virtuose” della classifica di Open Corporation, progetto coordinato dalla Filcams Cgil e finanziato dalla Ue: in fondo alla graduatoria delle cento, meritano una tirata di orecchi gruppi rampanti come Airbnb, Uber e Amazon.

Il bilancio del primo anno di Open Corporation è stato presentato ieri a Budapest, e i dati sono stati pubblicati sulla piattaforma di Openpolis (opencorporation.org) e sui social. Le aziende sono ovviamente invitate per prime, loro stesse, ad autovalutarsi, in modo da poter eventualmente risalire in classifica: le griglie di valutazione (126 domande per 611 informazioni utili) sono state inviate via mail e posta cartacea ai diversi amministratori delegati. Ma intanto, in una prima fase, il questionario viene comunque compilato dallo stesso sindacato, o meglio, da una commissione di esperti sui vari temi: ricostruendo le info richieste da quanto le multinazionali pubblicano sui propri siti web o nei bilanci sociali. Quindi, anno per anno, la graduatoria viene in ogni caso aggiornata.

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Solo in dieci sulle cento interpellate hanno risposto, e in cinque hanno dato la disponibilità a riempire il questionario: le già citate Unicredit, Adecco, Salini Impregilo e Autogrill sono state le uniche quattro a compilare, mentre Enel ha dato l’ok ma non ha mai rispedito indietro il testo. In realtà Open Corporation è ancora un work in progress: il sindacato, leggendo le prime risposte inviate dalle aziende, si è reso conto di dover integrare alcune domande, o di doverne inserire di nuove, per evitare che le multinazionali possano eludere alcuni nodi fondamentali.

Curiosa una risposta fornita ad esempio da Unicredit: alla domanda se adottasse o meno strategie di “ottimizzazione fiscale”, il gruppo bancario ha risposto “sì”, e poi, quando al passaggio successivo si chiedeva di specificare quali, ha semplicemente scritto “varie”. “Unicredit ha il merito di essere stata una delle poche che ha compilato – spiega Gabriele Guglielmi, che per la Filcams Cgil coordina Open Corporation – Però qualche tempo fa è uscita sui giornali una denuncia Oxfam sul presunto ricorso ai paradisi fiscali da parte dei maggiori gruppi bancari europei, tra cui Unicredit. E’ chiaro che dovremo rendere quella domanda ancora più precisa”.

“Allo stesso modo – prosegue il sindacalista della Cgil – si è saputo che l’ad di Salini Impregilo guadagna 523 volte un proprio operaio, o che Carrefour ha disdetto gli integrativi e annunciato licenziamenti in Italia, e nella nostra classifica il colosso francese della grande distribuzione è sesto: su questi nodi dovremo inserire domande specifiche, così da rendere ancora più appropriata la collocazione in graduatoria delle diverse aziende”.

La parola chiave, dunque, è “reputazione”: dalla classifica principale di Open Corporation si potrà passare a sotto-classifiche per temi, ordine alfabetico, o per settori (Fca vs Volkswagen, Enel vs la francese Engie), cliccando secondo le informazioni ricercate. Le stesse aziende – è questo l’obiettivo del sindacato – dovrebbero puntare a competere tra di loro sulla base di chi ottiene un migliore ranking: e se magari vai benissimo sulla tutela delle persone disabili e sull’ambiente, ma male sul rispetto dei contratti, l’anno successivo potrai migliorarti. Basterà correggere concretamente le proprie politiche, e poi di conseguenza anche le schede di valutazione (l’accesso alla griglia di domande è possibile attraverso un proprio account fornito dal sindacato).

Salini Impregilo, ad esempio, di recente ha pubblicato sul proprio sito la buona valutazione ottenuta nel ranking di Open Corporation, a testimonianza che le buone pratiche (possibilmente reali e non solo di facciata) viste dal punto delle aziende fanno anche marketing. La prossima classifica verrà pubblicata il 16 novembre, ma intanto verranno diffuse sui social le sottoclassifiche per temi e settori. Sperando che le corporation diventino sempre più open.

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