Terremoto, nasce l’Osservatorio di edili CGIL e Legambiente

Terremoto, nasce l’Osservatorio di edili CGIL e Legambiente

MUCCIA (MACERATA). Il cratere sismico, con i comuni colpiti in quattro regioni (Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo), da ieri ha un Osservatorio per la ricostruzione: lo hanno istituito la Fillea Cgil, sindacato degli edili, e Legambiente, ed è aperto alle associazioni, alla società civile, a tutti i cittadini che vorranno segnalare ritardi, omissioni, problemi dalle zone del terremoto. Fisicamente l’osservatorio ha sede in una casetta, inaugurata ieri, posta tra le roulotte che ospitano i terremotati e il centro ferito della piccola Muccia, comune del maceratese. Ma c’è anche un sito: osservatoriosisma.it, e una mail a cui inviare le segnalazioni: segnalazioni@osservatoriosisma.it.

Tra gli obiettivi dell’Osservatorio, l’elaborazione di report periodici (il primo è previsto in autunno) sullo stato di avanzamento della ricostruzione: i primi dovrebbero avere come focus il tema delle scuole e della rimozione delle macerie. E poi, ovviamente, si vuole evitare che la ricostruzione cali tutta dall’alto, da Roma e dal governo, permettendo la partecipazione delle persone interessate e segnalando soluzioni dal basso, condivise il più possibile dalle popolazioni locali.

La casetta di Muccia avrà un doppio significato, come doppia è l’anima dell’Osservatorio: ecologia e lavoro, sede dove segnalare problemi legati al territorio e all’ambiente, ma anche base logistica e sindacale, sportello per i lavoratori (perlopiù edili ma non solo) che concorreranno alla ricostruzione. L’iniziativa è sostenuta infatti anche dalla Filcams Cgil, categoria che segue il terziario, il turismo, la ristorazione e il commercio.

«L’osservatorio e lo sportello di Muccia sono stati pensati come strumenti di partecipazione dal basso – ha spiegato il segretario generale Fillea Cgil Alessandro Genovesi, presentando l’iniziativa in uno dei tendoni allestiti dalla Protezione civile – Produrremo analisi e report, lavoreremo sulle segnalazioni, vigileremo sui cantieri, sul rispetto della legalità e dei contratti. Dobbiamo promuovere “cantieri modello”, dove si estenda l’uso del Durc per congruità contro il lavoro nero, e dove si faccia formazione mirata per i singoli lavoratori su sicurezza, nuovi materiali, corretta gestione dei rifiuti e del loro trattamento».

Gianna Fracassi, segretaria confederale Cgil, ha ricordato che il sindacato si è costituito parte civile in diversi processi sul terremoto dell’Aquila, e che è «fondamentale vigilare sulla qualità del lavoro e della legalità» per evitare futuri disastri. «Il 26 maggio – ha aggiunto – la Cgil presenterà il suo Piano economico e sociale per i territori colpiti dal sisma, perché per permettere che si ripopolino e riprendano a vivere bisogna anche creare occasioni di lavoro, investire risorse».

Secondo Rossella Muroni, presidente di Legambiente, «una ricostruzione antisismica, sostenibile e sicura si deve avvalere del coinvolgimento dei cittadini, deve essere capace di leggere le trasformazioni ambientali, demografiche, tecnologiche, deve favorire nuovi modelli produttivi ispirati all’economia circolare e all’efficienza energetica». «Dobbiamo lavorare per la messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio italiano, a partire dalle scuole che possono diventare un grande cantiere di innovazione diffusa».

Il sindaco di Muccia, Mario Baroni, ha guidato i giornalisti in una visita alla «zona rossa» del suo comune: le vie di un tipico centro medievale di 900 abitanti, dove fino a pochi mesi fa giocavano i bambini, oggi sono deserte e piene di macerie, il 90% degli edifici è inagibile e sui palazzi sono visibili profonde crepe. Le scuole materna ed elementare, la piazza delle sagre, il centro anziani, il teatro, le fontane, tutto è immerso in un silenzio spettrale.

«Vorremmo che i riflettori sui nostri problemi non si spegnessero mai – ha spiegato il sindaco – Molti hanno scelto di fermarsi sulle coste, ma noi speriamo un giorno di poter riabitare il nostro centro, di fermare lo spopolamento. Per questo abbiamo bisogno che l’Italia non si scordi di noi».

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