La Cgil scende in piazza: «Subito la Carta dei diritti universali»

Oggi due manifestazioni a Roma. Davanti a Palazzo Vidoni per i contratti pubblici e lo stop al precariato. A San Giovanni Bosco per celebrare la vittoria su voucher e appalti e lanciare le prossime lotte

Antonio Sciotto, il manifesto • 6/5/2017 • Sindacato • 376 Viste

La Cgil festeggia la recente vittoria su voucher e appalti, oggi in piazza San Giovanni Bosco a Roma, ma l’occasione è tutt’altro che «leggera»: bisogna restare in campo con le proprie proposte, e cioè arrivare all’approvazione della Carta dei diritti universali del lavoro. Il testo, elaborato dal sindacato, è diventato una proposta di legge di iniziativa popolare grazie alla sottoscrizione di 1 milione e 150 mila cittadini.

La manifestazione, tenuta per precisa scelta nella periferia romana e lontana dalle vie patinate del centro, inizia alle 14 e sarà conclusa dalla segretaria generale Susanna Camusso. Previste le esibizioni di Med Free Orkestra, Modena City Ramblers e Dj Mondocane; conducono Natascha Lusenti e Dario Vergassola.

«Dopo la decisione della Suprema Corte che ha sospeso i referendum promossi dalla Cgil a seguito della conversione in legge del decreto che ha abolito le norme su voucher e appalti, la Confederazione rilancia la sfida per i diritti», spiega il sindacato in un comunicato . Una sfida che, come più volte ribadito dalla stessa Camusso, «non si concluderà finché la Carta universale non sarà legge e non avremo riscritto il diritto del lavoro in Italia».

«Finalmente, senza voucher e con regole più giuste sugli appalti – conclude la nota – il lavoro è tornato protagonista. L’obiettivo ora è la Carta dei diritti universali e la Cgil torna in piazza per costruire tutta un’altra Italia».

In mattinata comunque (dalle 11 alle 13) i cigiellini saranno già in piazza, con la Fp, la Flc e il Nidil: davanti a Palazzo Vidoni, sede del ministero della Pubblica amministrazione, per reclamare «lo stop al precariato e contratto subito».

I lavoratori dei settori pubblici e della conoscenza spiegano che la manifestazione ha al centro «il tema del precariato nel “mondo pubblico”, il rispetto dell’accordo del 30 novembre e il rinnovo dei contratti pubblici». «Le lavoratrici e i lavoratori precari che da anni svolgono mansioni stabili e necessarie per far andare avanti il mondo dei servizi pubblici e della conoscenza devono essere assunti», scrivono le tre categorie promotrici, rivendicando «il rispetto integrale dell’accordo del 30 novembre», ovvero il testo firmato da sindacati e governo per l’avvio della trattativa per il rinnovo dei contratti del comparto pubblico.

«Riprendiamoci il contratto – concludono Fp, Flc e Nidil – Dopo 9 anni senza contratto collettivo e con salari e carriere bloccate è ora di dire basta. Organizzazione del lavoro, orari, sviluppo professionale, formazione e sanzioni disciplinari sono temi che devono tornare a essere oggetto di contrattazione. Per un reale superamento delle fallimentari leggi Brunetta e Buona Scuola».

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