Roma. Crociata etnica dei 5 Stelle contro migranti e rom

Roma. Crociata etnica dei 5 Stelle contro migranti e rom

Sono passate 48 ore dai primi risultati delle elezioni amministrative. Giusto il tempo di osservare i flussi di voti e consultare i comunicatori ed ecco che dal Movimento 5 Stelle parte un uno-due sui temi della sicurezza e dell’immigrazione. Comincia Virginia Raggi, annunciando di aver chiesto al ministro dell’interno di fermare l’arrivo di «migranti» a Roma. «È ora di ascoltare i cittadini romani: non possiamo permettere di creare ulteriori tensioni sociali. Per questo trovo impossibile, oltre che rischioso, pensare di creare altre strutture di accoglienza. Mi auguro davvero che questo appello non cada nel vuoto. E soprattutto che il governo tenga conto di queste mie parole nel momento in cui dovranno decidere dove inviare nuovi migranti».

A stretto giro sul blog di Beppe Grillo compare un testo firmato dal Movimento 5 Stelle, serve a rilanciare la crociata contro i campi rom. Muove sulla base del (molto dubbio) Piano di superamento degli insediamenti diffuso nelle settimane scorse. Ma va ben oltre, rilanciando stereotipi e pregiudizi: «Grazie a noi è iniziata la fine dei campi, delle roulotte e dei caravan in mezzo alle strade della città, gli incendi occasionali, i furti di corrente agli edifici limitrofi. In breve: stop all’illegalità e al degrado». E poi, se non fosse chiaro il tono: «Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori».

Non si tratta di novità: l’amministrazione capitolina da mesi evita di affrontare il tema dell’accoglienza ai cosiddetti «transitanti», rifugiati che intendono presentare domanda d’asilo in un altro paese. Il caso del Baobab, l’associazione di volontari che presta soccorso a migliaia di uomini e donne, è l’emblema di questa disattenzione. Per di più Raggi, una volta eletta, da subito aveva annunciato ai suoi più stretti collaboratori che sui campi rom non avrebbe accettato compromessi. Solo che questa volta l’attitudine alla tolleranza zero si unisce ad opportunità elettorali e mediatiche. Alla Casaleggio Associati sanno bene che l’immigrazione funziona sempre quando si tratta di dettare i tempi alla macchina mediatica (e riprendersi i voti tornati ai berlusconiani). La destra abbocca: Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, acconsente alla proposta della sindaca: «Come consigliere comunale dico che ha fatto bene, è quello che avrei fatto anche io, magari però un anno fa». Matteo Salvini twitta: «Bentornata sulla terra a Virginia Raggi». Dal M5S, Luigi Di Maio esulta: «Sottoscrivo in pieno – afferma – Ormai il Paese è una pentola a pressione. Non possiamo pensare di affrontare questo fenomeno nei nostri confini». E poi rilancia il paravento della legalità : «Non è possibile continuare a costruire centri di accoglienza nelle nostre città per far fare affari alle solite poche cooperative che fanno business sull’immigrazione».

«La richiesta rilanciata con retorica leghista sul blog nasconde le difficoltà elettorali del M5S», afferma Stefano Fassina di Sinistra per Roma. Per i Radicali Italiani «si fanno affermazioni apodittiche, senza formulare alcuna proposta concreta, tanto per dare fiato a un pò di propaganda». I grillini agitano un’emergenza costruita ad arte e per di più affrontata da loro stessi con gli stessi strumenti del passato. Quelli che Raggi chiama «migranti» generici si suppone siano richiedenti asilo. A Roma sono fra le 13 e le 15 mila. Nessuna invasione: si parla dello 0,5% della popolazione. Il fatto è che l’ultimo bando dell’amministrazione capitolina invece di privilegiare l’accoglienza diffusa ha agevolato i grandi gruppi. È il modello che nei casi peggiori è degenerato in Mafia Capitale.

Insomma, mentre Raggi stabilisce arbitrari livelli di allarme e traccia soglie di non accesso, ci sarebbe un modello da ristrutturare. Secondo i volontari di Baobab «sono circa 500 i nuovi arrivi di migranti al mese ». «Riteniamo che il fenomeno sia in aumento rispetto agli anni scorsi – proseguono – Ma abbiamo più difficoltà a mapparlo, visti i continui sgomberi del nostro presidio».

FONTE: Giuliano Santoro, IL MANIFESTO



Related Articles

Coco­ricò, lo sballo ideologico

Riccione. Baraonda di dichiarazioni dopo il decesso del sedicenne nella discoteca-marchio. Il ministro Alfano rispolvera la «tolleranza zero». E la Lega stavolta difende il locale

Ventuno anni all’ergastolo, era innocente “Chi mi ridarà  la mia vita perduta?”

Ventuno anni all'ergastolo, era innocente "Chi mi ridarà  la mia vita perduta?" Giuseppe Gulotta con il suo avvocato Salvatore Lauria

Giuseppe Gulotta aveva 18 anni quando venne prelevato e portato nella caserma dei carabinieri di Alcamo come sospettato dell’omicidio di due militari dell’Arma. Venne picchiato e seviziato per ore finché non confessò quello che non aveva fatto. Poi ritrattò invano. Il processo nel ’90 con la condanna a vita. Nel 2007, con il pentimento di uno dei carabinieri che parteciparono all’interrogatorio, il nuovo processo e, oggi, la sentenza: “Non è colpevole. Lo Stato deve restituirgli libertà  e dignità “

La rotta d’Italia, un voto per cambiare

Elezioni, un’occasione importante per sinistra e centrosinistra. E per chiudere con il montismo e il berlusconismo. Dopo la lunga crisi della politica, ci sono ora molti modi di ripensarne il ruolo e le forme 

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment