La commissione esteri del Senato dà l’ok al Trattato Ceta

In piazza del Pantheon a Roma la protesta di associazioni e sindacati contro il trattato commerciale Ue-Canada. Il 5 luglio convocata un’altra manifestazione

Mario Pierro • 28/6/2017 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Europa, Globalizzazione,sviluppo, multinazionali • 549 Viste

La Commissione esteri del Senato ha approvato ieri il trattato Ceta sul libero scambio tra Unione Europea e Canada con quindici voti contro sei. Ora il provvedimento dovrà passare all’esame dell’Aula. In commissione hanno votato a favore il Pd e Forza Italia, contro Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Misto e Lega. Mdp-Articolo 1 non ha partecipato al voto e questa assenza ha generato polemiche con i promotori del sit-in di protesta che si è svolto in contemporanea a piazza del Pantheon a Roma. «Non si sono assunti la responsabilità di dire no a questo atto-vergogna – sostiene la campagna Stop Ttip – Non hanno ascoltato associazioni, categorie e sindacati e hanno dato il primo via libera a un trattato tossico. I senatori del Pd hanno votato insieme a Forza Italia vanno avanti incuranti nonostante che nei pareri espressi da molte commissione ci siano vincoli e aspetti da approfondire».

Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura e Progetti speciali di Greenpeace Italia, definisce il voto di ieri come «un vergognoso autogol a scapito di diritti, salute, ambiente e dell’agroalimentare italiano». L’accordo sul clima di Parigi, la Convenzione sulla biodiversità, gli obiettivi di sviluppo e gli standard internazionali del lavoro «devono avere la precedenza sulle norme commerciali come il Ceta».

Contro l’accelerazione del processo di ratifica del trattato commerciale – l’Italia è al momento l’unico paese europeo a procedere a spron battuto su questa strada – si è formata un’ alleanza tra Coldiretti, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori e Fair Watch. Insieme hanno rivolto un appello alla presidente della Camera Laura Boldrini e a quello del Senato Piero Grasso per procedere una discussione approfondita prima di assumere una decisione su liberalizzazioni e deregolamentazioni degli scambi commerciali. «Non c’è alcuna urgenza – ha ribadito la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso – Danneggerebbe fortemente la nostra economia e i nostri lavoratori. Sarebbe invece opportuno che si desse occasione ai cittadini, ai lavoratori, alla società civile e alle parti sociali di esprimere le loro opinioni e perplessità su questo trattato, che interferisce non solo sull’import e sull’export del nostro paese ma sulla vita e sul lavoro delle persone». La Cgil parteciperà un’altra manifestazione a Montecitorio convocata il 5 luglio dalle associazioni.

«Il Ceta riguarda formalmente solo il Canada ma in realtà apre le porte anche alle 40mila filiali canadesi delle aziende statunitensi e dunque a tutte le grandi multinazionali sostiene Peppe De Cristofaro (Sinistra Italiana) – mette a rischio decine di migliaia di posti di lavoro, abbassa i controlli sulla qualità dei prodotti agricoli, apre la porta all’uso di elementi letali per la salute, danneggia in modo molto grave l’agricoltura italiana». «Questo trattato non è altro che un “Ttip mascherato” visto che le più grandi multinazionali statunitensi hanno una sede in Canada e gli Usa hanno già un accordo di libero scambio con il Canada, il Nafta – sostiene il Movimento 5 Stelle che ha partecipato al presidio – Chiediamo che il Governo del Pd ci ripensi e fermi subito il Ceta, viste anche le perplessità della sua stessa maggioranza. È sufficiente che un solo Parlamento nazionale voti contro la ratifica dell’accordo per farlo decadere in tutta Europa».

Anche le destre si sono scagliate contro l’accelerazione delle procedure. «Il Ceta danneggerà pesantemente – sostiene Giorgia Meloni – il Made in Italy agroalimentare e le nostre produzioni di qualità». Stessa posizione per Salvini (Lega). «Lega e 5 stelle stanno facendo una gigantesca campagna di disinformazione – sostiene Pierferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato – Rimane intatto il principio di precauzione che esiste nell’ordinamento Ue e non si incide sulle restrizioni che ci sono in Europa sulla carne agli ormoni o sugli Ogm». Per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita in Canada, il Ceta è «un grande passo avanti di collaborazione concreta ed è importante per l’economia del Canada e della Ue». Per Mattarella la globalizzazione dei commerci veicola «pace e collaborazione politica».

FONTE: Mario Pierro, IL MANIFESTO

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