Sciopero nazionale per trasporti e logistica

Sciopero nazionale per trasporti e logistica

Oggi il settore della logistica e quello dei trasporti pubblici locali, ferroviari e aerei saranno protagonisti di un inedito sciopero nazionale congiunto. Adl Cobas e Si Cobas, insieme alla Cub Trasporti, allo Slai Cobas e all’Usi hanno dichiarato un’astensione dal lavoro di 24 ore contro il governo che ha ripristinato i voucher cambiandogli il nome, contro lo smantellamento di Alitalia e per «un vero rilancio del servizio pubblico».

Per quanto riguarda la logistica, i sindacati di base chiedono l’introduzione di un contratto nazionale «che corrisponda alle esigenze dei lavoratori». Fitta è l’agenda delle proteste indetta da Adl Cobas a Padova. La giornata inizerà alle 4 del mattino davanti al magazzino«acqua e sapone», proseguirà al magazzino Alì dove si contesterà l’accordo con i sindacati Cgil, Cisl e Uil sulla «clausola sociale» e sulla regolamentazione del diritto di sciopero. Previsto in mattina un corteo fino alla prefettura. Lo sciopero dei trasporti ha allarmato il governo.

Ieri il ministro dei trasporti Graziano Delrio ha detto che sarà «un venerdì nero». Per il ministro dello sviluppo Carlo Calenda l’astensione in Alitalia «è fatta contro le low cost ma danneggerà soprattutto Alitalia. Mi sembra proprio il tipo di attività che sarebbe meglio evitare, fatta salva la libertà di scioperare quando uno vuole». «Questi scioperi possono cagionare l’interruzione dei servizi di trasporto con disagi ancor più gravosi per i cittadini, quando la giornata di sciopero coincide con la fine della settimana lavorativa» sostiene Giuseppe Santoro Passarelli, presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi.

Per Cub trasporti e AirCrewCommittee un altro piano per Alitalia è possibile. «Un piano che vada oltre la svendita – riporta la nota – hanno aperto la Cigs per tagliare da subito da poco meno di 1400 posti (altri tra un po’ di tempo saranno lasciati a casa); pretendono di rinnovare il contratto nazionale per imporre tagli e peggioramenti normativi a terra e volo, così da estendere all’intero comparto un ulteriore giro di vite; assumono 800 “nuovi” precari senza stabilizzare gli altri dopo “60 mesi»; non intervengono per cambiare un management fallimentare e pericoloso. Nel frattempo le 32 proposte di acquisto di Alitalia arrivate sul tavolo dei Commissari Straordinari non assicurano l’integrità della ex-Compagnia di Bandiera». Per Cub trasporti e AirCrewCommittee l’unica strada continua a essere la nazionalizzazione e l’intervento pubblico. «È assurdo e inaccettabile – sostengono – che nel ricco comparto aereo-aeroportuale-indotto si tagliano i salari e si colpiscono i lavoratori mentre si prevedono decine di miliardi di investimenti negli aeroporti italiani nei prossimi 4 anni».

Lo sciopero riguarderà il trasporto ferroviario dalle 21 del 15 giugno alle 21 del 16 di Trenitalia, Ntv, Trenord e delle altre aziende ferroviarie. Trenitalia ha fatto sapere che le «Frecce» circoleranno regolarmente. Per i treni regionali saranno garantiti i servizi essenziali dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00.

FONTE: IL MANIFESTO



Related Articles

La mossa della casa bianca

Obama arruola Monti, Hollande e Cameron “Se la Merkel non cede va messa spalle al muro” Il presidente in pressing contro i no tedeschi su banche e crescita   La Casa Bianca si raccorda con l’Inghilterra che pure soffre dei guai dell’Ue 

La riforma della rappresentanza,la nuova sfida aperta dalla Cgil

Se la prima fase della partita si è appena chiusa con il referendum di Mirafiori, la seconda si apre oggi con la presentazione a Cisl e Uil della proposta Cgil sulla rappresentanza sindacale. In giornata, sulle scrivanie dei leader confederali che hanno firmato l’accordo separato, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, arriverà  il documento su cui scommette la segretaria generale di Corso Italia, Susanna Camusso. Non solo per ricomporre le fratture generate dalla vertenza Fiat, assicurando così alla Fiom la possibilità  di rientrare nella fabbrica torinese,ma anche per prevenire la reazione a catena che la strategia Marchionne potrebbe generare in altre aziende, del settore metalmeccanico e non.

Brasile, le stragi del capitalismo estrattivo

Da decenni territori, popolazioni e lavoratori pagano un prezzo elevato per l’attività svolta dal gigante minerario che controlla anche l’impianto di Brumadinho

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment