Sciopero trasporti e logistica, Renzi vuole riscrivere la legge

Protesta nazionale dei sindacati di base per il rinnovo dei contratti contro i nuovi voucher e le privatizzazioni, per un altro piano Alitalia

Mario Pierro • 17/6/2017 • Sindacato • 368 Viste

Si Cobas e Adl Cobas: «Una giornata di ricomposizione di classe». Cub: “E’ stata la prima risposta a chi come Renzi attacca i diritti dei lavoratori”

Sblocco dei contratti nel trasporto pubblico e nella logistica, contro le privatizzazioni del servizio pubblico, i «nuovi voucher» votati nella «manovrina» e un piano diverso per Alitalia. Questi i contenuti del riuscito sciopero nazionale del trasporto pubblico locale, aereo, ferroviario e nel settore della logistica indetto ieri da Cub Trasporti, Adl e Si Cobas, Usi. Il successo della protesta ha spinto Renzi e il Partito Democratico a minacciare una riforma della legge sugli scioperi contro i sindacati di base e autonomi e a promettere la privatizzazione del trasporto pubblico a Roma.

Il doppio rigurgito neoliberista ha colto il segretario Pd di primo mattino. Come sempre in questi casi la prima mossa consiste nel rimuovere le ragioni di uno sciopero, stigmatizzare l’esistenza dei sindacati conflittuali e mettere i cittadini contro i lavoratori: «Preferiamo che si eviti uno sciopero inutile invece di uno sciopero di venerdì contro privatizzazioni che non sono tali – ha detto Renzi – Preferiamo affidare la gestione del trasporto pubblico romano, vediamo se con referendum come dicono i radicali (ma noi sui referendum ultimamente non siamo particolarmente propensi), o con scelte diverse ad aziende che o sappiano far funzionare, anziché a sigle sindacali che pretendono di governare in modo corporativo le aziende» . Renzi ha chiamato, il ministro dei trasporti Delrio ha risposto. «Il parlamento prenda l’iniziativa – ha detto – Prima di tutto va regolata la rappresentanza sindacale». La base di partenza è l’accordo tra sindacati e confindustria del 2014. Intenzioni che annunciano la volontà di andare alla resa dei conti con i sindacati di base.

Renzi sostiene che le sigle del sindacalismo di base stiano «governando in modo corporativo» le aziende. Quando, invece, è più probabile che il malfunzionamento del trasporto pubblico sia dovuto ai tagli e al management, oltre al suo rapporto «corporativo» con la politica locale. In più Renzi ha alluso allo strumento principe delle privatizzazioni – il bando – anche in un settore di importanza strategica. «A Firenze cinque anni fa abbiamo messo a gara il servizio e lo ha vinto un’azienda pubblica, le Ferrovie dello Stato» ha aggiunto Renzi. E ha rimpianto di non averlo fatto durante i «gloriosi» (per lui) mille giorni passati a Palazzo Chigi. «Il diritto di sciopero è sacrosanto e va garantito, ma potevamo fare di più per regolamentarlo». A rinforzo di questa posizione è arrivato il garante degli scioperi Giuseppe Santoro Passarelli: «L’ultima modifica è stata quella del 2000 e oggi siamo nel 2017. La legge avrebbe bisogno di un restyling». «Lo sciopero di ieri è stata la prima risposta a Renzi che chiede un’ulteriore riduzione del diritto di sciopero e dei diritti dei lavoratori» afferma Cosimo Scarinzi (Cub).
Visto che il cuore dello sciopero di ieri è stato Roma, non è mancata la polemica con il movimento 5 Stelle e la sua sindaca Raggi che per Renzi «pensa alle funivie» invece di occuparsi dell’Atac. ««Io penso a tutto» ha detto lei. Più articolata la reazione dei parlamentari M5S: «È la solita bugia ultraliberista di Renzi per cui è necessario ridurre i diritti dei lavoratori per aprire il mercato. Un vero mercato competitivo non può esistere a scapito della tutela dei diritti».

Il commissario straordinario Alitalia Luigi Gubitosi ha sostenuto che «gli scioperi di venerdì d’estate sono da irresponsabili e sono un regalo alla concorrenza». «È negativo per l’impresa e per i lavoratori e soprattutto per il turismo» ha aggiunto la segretaria Cisl Furlan che, insieme a Cgil e Uil, ha subìto il «No» al piano Alitalia in un referendum firmato dai lavoratori. In questo caso Cub trasporti e AirCrewCommittee chiedono «un piano che vada oltre la svendita» e chiedono la «nazionalizzazione». «È stata una giornata importante di ricomposizione di classe e unità di lotta nel comparto del trasporto – sostengono Aldo Milani (Si Cobas) e Gianni Boetto (Adl Cobas) – Nella logistica il contratto è scaduto a dicembre 2015 e Cgil Cisl e Uil e le parti padronali intendono escludere i sindacati importanti di questo settore, nonostante l’esistenza di accordi con buona parte dei corrieri Fedit. Pretendiamo che si apra un tavolo e si affrontino tutti i problemi».

FONTE: Mario Pierro, IL MANIFESTO

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