Pd proibizionista, affossa la legge per la cannabis legale

Camera. Lega, Ncd e Forza Italia votano insieme ai dem il testo Miotto, circoscritto al solo uso terapeutico

Eleonora Martini • 27/7/2017 • Droghe & Dipendenze • 305 Viste

Il Partito democratico cambia idea e affossa la legge per la legalizzazione della cannabis. Con buona pace dell’onorevole Roberto Giachetti (di stretta fede renziana seppur Radicale), primo firmatario del testo base, e delle decine di deputati dem che hanno sottoscritto la proposta dell’intergruppo parlamentare. E con buona pace anche delle raccomandazioni, tra gli altri, della stessa Direzione nazionale antimafia. Il testo che andrà in aula alla Camera tra settembre e ottobre prossimi (l’11 settembre alle 16 scade il termine per la presentazione degli emendamenti in commissione) è circoscritto al solo uso terapeutico.

Lo hanno deciso ieri il Comitato ristretto e le commissioni competenti riunite. Con i voti di Pd, Lega, Ncd e Forza Italia è stato bocciato il testo unificato messo a punto dal relatore della commissione Giustizia, Daniele Farina (Si), che norma la legalizzazione della cannabis sia a scopo terapeutico che ludico, e approvato quello di Margherita Miotto, relatrice in commissione Affari sociali, considerato peraltro «blando» ancorché finalizzato ad aggiustare la disciplina per il solo uso medico.

Dura la protesta di M5S, SI e Radicali contro il Pd, che «alla fine ha gettato tutto alle ortiche – attaccano i deputati a 5 Stelle – tirandosi indietro e votando contro la proposta del primo firmatario Giachetti, cui denunceremo la scomparsa a Chi l’ha visto? per totale assenza dal dibattito. Hanno fatto i Giovanardi del momento. Anzi, peggio».

«Mafie e mercanti della droga non possono che dire grazie – dichiarano Riccardo Magi e Antonella Soldo, dirigenti di Radiali Italiani – La scelta proposta dall’on. Miotto di portare avanti solo la parte relativa alla cannabis terapeutica è irresponsabile e ipocrita. La cannabis terapeutica è legale dal 2007 in Italia e nonostante ciò fatica ad affermarsi proprio a causa dell’aurea di criminalizzazione che ancora circonda questa sostanza. Legalizzare la cannabis – precisano il segretario e la presidente dell’associazione Radicale – non è un capriccio ma è un’urgenza che riguarda migliaia di detenuti nelle carceri, migliaia di processi che intasano i tribunali, milioni di euro e risorse sottratte ad operazioni della polizia; riguarda la salute, i diritti e le libertà delle persone».

Amara anche la reazione del sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, promotore dell’intergruppo costituito da oltre 300 tra deputati e senatori di varie forze politiche: «Il Pd ha deciso di smentire la scelta antiproibizionista di oltre cento parlamentari democratici che avevano sottoscritto il disegno di legge#cannabislegale».

«Dispiace che a questo provvisorio risultato si giunga dopo quattro anni di estenuante melina parlamentare – commenta per Si Daniele Farina – Il Pd ha scelto la via più semplice alla propria discussione interna che però avrà pochissimi effetti sui cittadini cui nello specifico la legge si rivolge e al loro diritto alla salute, oggi largamente disatteso. Un testo distante anni luce dalla sensibilità maturata nel Paese che poteva essere adottato con atti ministeriali. Lavoreremo perché cambi, cercando di superare un impianto totalmente arretrato per la società e le evidenze scientifiche».

Ora, l’unica speranza che l’Italia possa mettersi al passo di altri Paesi, come gli stessi Stati uniti, che hanno preso atto del fallimento di quasi 50 anni di politiche proibizioniste, sta nella legge di iniziativa popolare – che come tale non decade con l’attuale legislatura – depositata dai Radicali Italiani e numerose organizzazioni, e sottoscritta da quasi 70 mila cittadini.

FONTE: Eleonora Martini, IL MANIFESTO

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