L’incubo atomico? “Chi vide l’inferno non ne esce”
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«Sono vecchio e stanco, mi capisca, di queste cose vorrei non dover più parlare… ». Junji Sarashina, 88 anni, è il presidente dell’American Society of Hiroshima- Nagasaki A-Bomb Survivors. Aveva 16 anni quando gli aerei americani sganciarono su Hiroshima l’infame “Little boy”, il 6 agosto del 1945. Lui, che era americano di nascita – è nato sull’isola di Maui, alle Hawaii, nel 1929 – ma si trovava in Giappone per studiare, sopravvisse alla bomba rialzandosi senza neanche un graffio mentre intorno giacevano i corpi dei suoi compagni maciullati dalle schegge. Poco più in là, lo ha raccontato in tante occasioni, c’era una piscina con dei ragazzini dentro ancora vivi: bambini che tentò di aiutare a venir fuori. Ma gli rimase la loro pelle arsa in mano.
Fonte: ANNA LOMBARDI, LA REPUBBLICA
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