Dopo Barcellona, operazione a Cambrils: «Sventato nuovo attacco», cinque terroristi uccisi
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L’avviso ai cittadini è stato diramato all’1.14, nel cuore della notte, otto ore dopo l’attentato che ha provocato 13 morti e un centinaio di feriti a Barcellona. L’allerta agli abitanti diceva: «Restate in casa, non uscite per alcun motivo. Operazione di polizia in corso». A Cambrils, piccola città della costa iberica, 120 chilometri a Sud del capoluogo catalano, i reparti speciali spagnoli hanno intercettato un’auto sulla Avenida de la Diputaciò, il lungomare. Sembra che la macchina avesse l’obiettivo di investire le persone tra i bar ancora affollati. Per mezz’ora si è scatenato un conflitto a fuoco violentissimo, inseguimenti, ancora persone in fuga dalle raffiche, urla, clienti barricati nei locali. Poco prima delle 2 della notte l’assalto si è chiuso con un bilancio provvisorio che parla di 4 terroristi uccisi e uno gravemente ferito. Intorno alle quattro la polizia ha poi dato la notizia della morte anche di quest’ultimo, e un’ora dopo confermato che gli uomini indossavano cinture esplosive.
Sei feriti tra i civili, colpito anche un poliziotto
Nell’operazione sarebbero però stati coinvolti anche sei cittadini, due dei quali feriti in modo grave. Ferito nella sparatoria anche un poliziotto. I terroristi avrebbero avuto con sé dell’esplosivo e hanno cercato di replicare a Cambrils una strage come quella di Barcellona. «Un nuovo attacco è stato sventato», spiegano fonti della polizia.
Cellula ben strutturata
La guerriglia urbana nella notte di venerdì 18 agosto allarga in modo massiccio il profilo e le prospettive dell’attacco in Spagna: un cellula ben strutturata, composta da almeno una decina di «operativi»; il progetto di un assalto in due fasi ravvicinate e in due luoghi diversi (Barcellona e la località di vacanza nei dintorni di Tarragona); la disponibilità di mezzi e basi operative, tra cui l’abitazione esplosa poco dopo le 23 di giovedì 17 agosto ad Alcanar, altra località sulla costa. Sembra che quell’esplosione, la sera prima dell’attentato a Barcellona, sia stata causata dall’esplosivo che i terroristi stavano maneggiando o preparando. La polizia ha trovato nella casa semi-distrutta alcune bombole di gas. In quell’esplosione un uomo è morto e altri sono rimasti feriti. E’ probabile che i terroristi stessero mettendo a punto ordigni artigianali per rendere più letali gli attacchi con auto e furgoni, e che proprio quell’errore, che ha provocato l’esplosione nel covo, abbia spinto il resto della cellula ad accelerare i tempi ed entrare in azione.
FONTE: Gianni Santucci, CORRIERE DELLA SERA
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