Dal Viminale nuove indicazioni ai prefetti per gli sgomberi

Dopo gli scontri di Roma. Una circolare darà indicazione di reperire alloggi alternativi prima di procedere

Carlo Lania • 26/8/2017 • Diritti umani & Discriminazioni, Immigrati & Rifugiati • 423 Viste

Una circolare ai prefetti con le nuove linee guida per eseguire gli sgomberi delle occupazioni. E’ quanto sta preparando il Viminale dopo gli scontri seguiti giovedì allo sgombero dei rifugiati eritrei e etiopi che occupavano lo stabile di via Curtatone a Roma. Le nuove indicazioni saranno pronte la prossima settimana e tra i primi punti che i prefetti dovranno rispettare c’è l’obbligo ad aver reperito soluzioni abitative alternative prima di procedere con le forze dell’ordine.

Quanto accaduto giovedì a Roma avrebbe fatto infuriare il ministro degli Interni Marco Minniti, che lo stessa sera degli scontri di sarebbe sfogato con i suoi collaboratori e con il prefetto della capitale. A non piacere al titolare del Viminale sarebbe stata l’intera gestione dello sgombero dei rifugiati da piazza Indipendenza: la scelta di utilizzare un cannone ad acqua e il modo in cui è stato fatto, le donne colpite, le cariche indiscriminate. E il fatto, appunto, di non aver concordato in precedenza con l’amministrazione della città nessuna soluzione dove ospitare i rifugiati privati della loro unica sistemazione.

Tutte azioni delle quali Minniti, in quanto responsabile dell’ordine pubblico, si è visto attribuire, al punto che non sono mancate le richieste di sue dimissioni. «Il problema non è aver effettuato lo sgombero, ma la gestione è stata completamente sbagliata», si sarebbe sfogato il ministro. Da mesi era risaputo l’ordine di evacuare l’edificio di via Curtatone, al punto che la prefettura avrebbe più volte sollecitato il prefetto ad agire. Ma proprio per questo, ci sarebbe stato tutto il tempo per procedere in maniera non traumatica come invece è stato. In futuro – assicurano al Viminale – non dovrebbe essere più così. Ragionamento che vale per tutte le città, ma che assume un valore particolare per Roma in previsione di quanto potrebbe accadere in una città che conta 93 palazzi occupati.

A completare una giornata a dir poco disastrosa per le forze dell’ordine c’è poi la frase del funzionario di polizia che alla stazione Termini ha ordinato ai suoi uomini di «spezzare il braccio a chi prova a tirare qualcosa». «Una frase grave, che avrà conseguenze», ha promesso ieri il capo della polizia Franco Gabrielli. che però ha anche ricordato le responsabilità di chi ha «permesso a un’umanità varia di vivere in condizioni sub-umane nel centro della capitale».

Ieri mattina i rifugiati hanno tenuto una conferenza stampa in una via non distanze da piazza Indipendenza dove si sono svolti gli scontri. Una sessantina di loro ha passato la notte nel presidio allestito dai volontari di Baobab Experience dietro la stazione Tiburtina, uno dei pochi luoghi di sostegno per i migranti nella capitale. Altri si sono appoggiati presso casa di amici. L’associazione umanitaria Intersos ha deciso di aprire un suo centro dove ospitare una trentina di persone tra donne e bambini. Altri rifugiati potranno forse trovare ospitalità nei prossimi giorni in una struttura messa a disposizione da monsignor Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma Sud. Chi, invece, si è detto «assolutamente contrario» ad ospitare alcuni rifugiati nel suo Comune è stato il sindaco Pd di Forano, nel reatino, Marco Cortella. «La comunità non l’accetterebbe – ha detto – e non per un problema di razzismo ma per oggettivi problemi caratterizzati già dall’elevato numero di migranti ospitati».

Intanto oggi a Roma sfileranno i movimenti per la casa in una manifestazione indetta da tempo. L’appuntamento è per le 16 a piazza dell’Esquilino dove prenderà il via il corteo che finirà a fino a piazza madonna di Loreto. «Sono arrivati dalla questura segnali di innalzamento delle misure di sicurezza per la manifestazione», hanno denunciato ieri i portavoce Movimento diritto all’abitare. «Ci hanno detto che verranno organizzare varchi di accesso in piazza con agenti i tenuta anti-sommossa. Mi sembra chiaro che si tratta di una provocazione».

FONTE: Carlo Lania, IL MANIFESTO

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