Trump getta benzina sul fuoco: polizia armata come in guerra

Stati uniti. Sarà cancellato l’ordine di Obama post-Ferguson. Blindati e lanciagranate in strada mentre cresce lo scontro tra suprematisti e antifascisti: domenica rissa tra due cortei a Berkeley

Marina Catucci • 29/8/2017 • Internazionale • 392 Viste

NEW YORK. Donald Trump ha deciso di restituire alla polizia armi ed equipaggiamento militari, cancellando così un ordine esecutivo di Obama che, a seguito degli scontri di Ferguson di tre anni fa, aveva introdotto delle limitazioni volte a demilitarizzare la polizia americana.

Non è di questo parere the Donald che vuole ridare libero accesso alle forze dell’ordine anche a blindati, lanciagranate e armi da fuoco per fronteggiare le proteste, garantire la sicurezza e combattere la criminalità, anche se non esistono prove che un blindato nelle strade sia efficace contro i crimini.

I cambiamenti sono stati illustrati dal procuratore generale Jeff Sessions a Nashville, in Tennessee, alla Conferenza nazionale dell’ordine della polizia e hanno provocato reazioni preoccupate, in parte anche all’interno delle forze dell’ordine.

Quando Obama aveva deciso di togliere alla polizia armi usate in zone di guerra era chiaro per tutti che la polizia americana era diventata, dal 9/11, un corpo preparato per fronteggiare attacchi terroristici ma non più in grado di rapportarsi ai civili.

Le immagini degli scontri tra qualche centinaio di afroamericani disarmati, affrontati da una polizia armata come in Iraq, avevano fatto il giro del mondo ed era stato chiaro a tutti che quella china poteva portare solo a tragici epiloghi, niente di buono.

L’inversione di tendenza di Trump arriva in un momento storico ancora più polarizzato e critico per gli Stati uniti, con due fronti di civili che si fronteggiano non più solo dialetticamente.

Dopo gli avvenimenti di Charlottesville, le successive manifestazioni dei suprematisti bianchi a Boston e San Francisco sono state accolte da manifestazioni anti naziste molto partecipate e pacifiche. La stessa cosa non è avvenuta, invece, a Berkeley, in California, dove domenica sera si sono visti scontri tra neonazisti e antifascisti.

Nella super liberal città universitaria di Berkeley la manifestazione dell’ultra destra era stata annullata, ma uno sparuto gruppo di sostenitori di Trump si è comunque presentato sul posto con lo slogan «No al marxismo in America».

Ad accoglierli hanno trovato una contromanifestazione pacifica di 2mila persone. Gli scontri sono avvenuti quando i due cortei si sono incontrati e da quello antifascista si è staccato un gruppo di un centinaio di manifestanti vestiti di nero e incappucciati che ha circondato i suprematisti, tentando di cacciarli anche fisicamente. Questo ha portato a un intervento della polizia che ha scortato i militanti di destra ed ha arrestato 14 persone.

A conti fatti a Berkeley non è accaduto niente di terribile, i manifestanti erano armati di spray al peperoncino spesso fatto in casa, ma è un indicatore della china che può prendere lo scontro tra suprematisti e antifascisti, anche se fino ad ora le manifestazioni dei suprematisti bianchi non hanno mai superato il centinaio di manifestanti, sovrastati numericamente dalle migliaia di contro-manifestanti scesi in piazza per reazione: a Boston il rapporto è stato 100 a 24mila, a San Francisco qualche migliaio di antifascisti che suonavano i bonghi ha reso impossibile ai neonazisti tenere il loro piccolo comizio.

Se in questo clima sociale però, si immette la forza di una polizia armata come per sconfiggere Isis, le cose potrebbero cambiare, disegnando il ritratto di uno Stato di polizia che reprime le manifestazioni con le armi; se si aggiunge il fatto che in molti Stati d’America vige la libera circolazione di armi per strada, allora la polveriera è completa.

La decisione di Obama di togliere le armi militari alla polizia era arrivata dopo che a Ferguson erano comparse le milizie private degli Oath Keeper, organizzazione di estrema destra associata ai movimenti patriottici e miliziani, composta per lo più da ex militari armati, impegnati a «difendere la Costituzione contro tutti i nemici, esterni e interni».

Aggiungere altre armi nelle strade americane, impiegabili legalmente in occasione di manifestazioni tanto polarizzate, è una decisione irresponsabile e pericolosa, dettata non si sa se dall’ignoranza o se da un tentativo consapevole di destabilizzazione sociale per aprire a un governo militarizzato.

FONTE: Marina Catucci, IL MANIFESTO

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