Già respinti da alcune scuole i bimbi senza vaccini

I casi a Roma, Milano e Udine. La sindaca Raggi scrive alle ministre Lorenzin e Fedeli: «Si renda immediatamente uniforme l’applicazione della legge»

Antonio Sciotto • 13/9/2017 • Bambini & Giovani, Libertà & Nuovi diritti, Salute & Politiche sanitarie • 176 Viste

La titolare della Salute: «Non c’è nessun caos: basta adeguarsi alle nuove norme»

Primi giorni di scuola, e come da debutto che si rispetti si sono moltiplicati gli scontri e le polemiche sui vaccini: in diverse città, da Roma a Milano e fino a Udine, alcuni genitori hanno provato a far entrare comunque i propri bambini seppure sprovvisti sia dei certificati e delle autocertificazioni che delle prenotazioni alle Asl. Addirittura a Milano e a Sesto San Giovanni due coppie si sono rivolte ai carabinieri: che non hanno potuto constatare altro che erano gli stessi denuncianti a violare la legge, confermando dunque il divieto già disposto di ingresso negli istituti per l’infanzia.

Per tutta la giornata ha tenuto il campo La polemica di una mamma di Latisana (Udine) contro un asilo che lunedì non aveva accolto la sua bambina: la donna si era rifiutata di firmare una autocertificazione – «per motivi di privacy» – e chiedeva che la figlia fosse ammessa in forza della sola raccomandata di richiesta di appuntamento alla Asl. Dopo uno sfogo su Facebook, l’intervento del suo legale e della Regione Friuli Venezia Giulia, la bambina ieri è stata ammessa.

Ma le polemiche e gli scontri tra genitori e dirigenti scolastici – alcuni respingimenti si sono registrati anche negli asili di Roma – hanno ovviamente sollevato lo scontro politico. A Milano contro il divieto di ingresso a scuola hanno protestato i Cinquestelle, e nella Capitale la sindaca Virginia Raggi ha preso carta e penna e ha scritto al governo.

Nella lettera inviata alle ministre della Salute Beatrice Lorenzin e dell’Istruzione Valeria Fedeli, Raggi chiede che i dicasteri «rendano immediatamente uniforme l’applicazione normativa»: «Vanno fornite indicazioni dettagliate sugli aspetti organizzativi e sulle procedure di non ammissione o di allontanamento dei bambini non provvisti di adeguata documentazione» così «da evitare problemi di ordine pubblico », scrive la sindaca.

«Non c’è alcun caos vaccini – ha replicato la ministra Lorenzin – Il caos esiste solo in quei casi in cui non si vuole applicare la norma. Le procedure sono state chiarite, chi vuole mettere in regola i propri figli può farlo in qualsiasi maniera e c’è la volontà dell’amministrazione di venirgli incontro». La titolare della Salute ha aggiunto che il lavoro sulle fake news fatto con la polizia postale «non è censura», perché «non riguarda i contenuti novax sulla rete, bensì le notizie false che possono provocare allarme sociale».

Dalle regioni sono arrivati dati di una impennata di richieste di vaccinazione: nella Asl toscana ad esempio si è registrato un +350% per la fascia 0-6 anni rispetto al 2016. Nella sola provincia dell’Aquila, poi, sono state fatte 4500 certificazioni negli ultimi dieci giorni e sono 35 mila le richieste di certificazione. In dieci giorni, alla Asl Napoli 1 sono state effettuate 8077 vaccinazioni, quasi il doppio delle 4.500 del 2016.

Parma risulta tra le città più efficienti: oltre 10700 genitori in regola con le vaccinazioni stanno ricevendo una lettera di idoneità della Asl, mentre 1.349 genitori di bimbi non vaccinati o vaccinati solo per alcune patologie, hanno ricevuto una proposta di appuntamento, per mettersi in regola entro il 10 marzo 2018.

In serata si è saputo che a Milano ieri sono stati rimandati a casa 19 bambini sui 33 mila che frequentano nidi e materne. La Regione Lombardia ha avviato un «percorso di recupero dell’inadempimento», in cui vengono dati 40 giorni ai genitori, con informazioni e il tentativo di convincerli da parte dei medici, per mettersi in regola. Dopo partiranno le sanzioni. «C’è stata una amplissima discussione sul tema dei vaccini e le leggi vanno rispettate», ha chiosato il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

FONTE: Antonio Sciotto, IL MANIFESTO

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