Logistica, tre giorni di sciopero e cortei

La protesta. Domani, venerdì 27 ottobre, in piazza i sindacati di base che hanno dichiarato uno sciopero generale, lunedì e martedì i confederali per il contratto

Ernesto Milanesi • 26/10/2017 • Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 467 Viste

Lo «schiavismo» del lavoro migrante nel Nord-Est: le denunce dell’Adl Cobas

Logistica a Nord Est: vertenza infinita, fuori e dentro i capannoni di movimentazione delle merci che sempre più spesso produce schegge di “economia dark”. Un corteo, tre giorni di sciopero e la cronaca (giudiziaria e non) riaccendono i riflettori sul “modello” che produce nuovi padroncini, sfruttamento flessibile e scatole cinesi. Domani alle 9 in piazzale stazione torna in piazza Adl Cobas che da sempre denuncia la “schiavitù” del lavoro migrante e soprattutto la “cricca della logistica”, nata all’interno dei Magazzini Generali del Comune e ora di nuovo inchiestata anche dalla Procura.

Da fine maggio è in carcere Floriano Pomaro, 53 anni, che da ragazzo trasportava frutta e verdura dal Polesine. Poi è diventato l’eminenza grigia della logistica padovana con Log System Scarl. Uscito indenne dai primi blitz della magistratura, era entrato nel “giro” che conta fino ad architettare la gestione milionaria di un sistema scardinato dalle indagini della Digos. Fin dal 2013, i lavoratori bengalesi erano vittime di intimidazioni, minacce, ricatti. Secondo le accuse, vero e proprio caporalato con riduzione in schiavitù più l’annesso “silenzio-assenso” dal punto di vista sindacale.

«Pomaro, fra l’altro, gestiva la piattaforma di Acqua & Sapone cioè uno dei marchi di Tiziano Gottardo. Tuttora ospitata all’interno del quadrante logistico di Corso Spagna, cioè dell’Interporto Spa che era presieduta dall’attuale sindaco Sergio Giordani» racconta Gianni Boetto di Adl Cobas, «Abbiamo appena sottoscritto un accordo che tutela 350 lavoratori delle coop di facchinaggio nel cambio di appalto, affidato da Tt Logistica di Milano a Europa Logistica Srl. La continuità del lavoro prevede il riconoscimento delle salvaguardie dell’articolo 18. E vale anche per gli assunti dopo il 7 marzo 2015: niente Job’s Act, perché basta documentare con la busta paga le mansioni di facchinaggio già svolte precedentemente».

Il contratto-quadro della logistica, per altro, non viene rinnovato da un paio d’anni. Così anche le sigle confederali annunciano la mobilitazione: lunedì e martedì si prepara il “blocco” della Zona industriale. Romeo Barutta (Filt Cgil), Marcello Greggio (Fit Cisl) e Giorgio Bullo (Uiltrasporti) in conferenza stampa si fanno interpreti dei 40 mila lavoratori della logistica padovana, puntando il dito sulla controparte: «Ci troviamo a trattare con oltre 20 sigle differenti, pensate apposta per spaccare il tavolo unitario e ottenere sconti sui costi del contratto. Già tre volte le associazioni di categoria si sono dichiarate pronte a trattare un contratto nazionale unico, ma sempre ad agosto e sotto Natale, per poi ritrattare appena finita la buriana…».
Ma è proprio sulla piattaforma rivendicativa che le scintille non mancano.

Nella vertenza con Poste Italiane, i Cobas sono stati messi nel mirino del “fronte” che ha accomunato Sda, confederali e Pd. E nelle prossime assemblee con le Rsu la forbice sembra destinata ad allargarsi, alla luce di accordi aziendali già firmati dal sindacato di base che fra l’altro sanciscono l’introduzione dell’integrazione per malattia e infortunio, il passaggio automatico del sesto livello in 9 mesi fino all’assicurazione contro malattie professionali e infortuni invalidanti.

A Nord Est si cristallizza lo scenario della logistica come business fai-da-te. È scaturito dall’intreccio fra la politica sussidiaria, la galassia ciellina della Compagnia delle Opere, sigle delle coop “rosse”, professionisti e consulenti compiacenti, mandarini istituzionali, banche compiacenti. La cronaca ha registrato fin dal 1999, davanti al notaio Nicola Cassano, la costituzione di Servizi Logistici che fa capo a Leonardo Padrin, già presidente della CdO e consigliere regionale dalla Dc fino a Fi.

Un altro “consorzio” senza scrupoli faceva capo al rampante Willi Zampieri, berlusconiano e presidente del Calcio Saonara, con appalti per marchi del calibro di Aspiag, Marr, Diesel o Acqua e Sapone. Nell’aula del tribunale, il maresciallo Nicola Lorenzini conferma il flusso di denaro destinato al gioco d’azzardo e come l’ultimo amministratore di Euro Job Coop fosse un indigente accudito dalle Cucine Popolari.

L’arresto di Pomaro, invece, allarga l’orizzonte. Insieme all’ingegnere ciellino Renzo Sartori “esporta” nel 2008 la logistica padovana a Parma: in coppia conquista grazie a Sincro Scarl il controllo di Number1, la mega-piattaforma che oggi fattura 260 milioni di euro e vanta 600 mila metri quadri di magazzini, circa 4.000 lavoratori, oltre 1.200 trasporti giornalieri e 55 punti di distribuzione. Era l’hub di Barilla negli anni ’90, affidato alle storiche coop Il Colle, La Giovane, Primo Taddei. È il marchio della “green logistic” del gruppo padovano Fisi appena sbarcato a Isola Rizza (Verona) con altri 30 mila metri quadrati di capannone realizzato in soli sei mesi.

Sartori a Padova se lo ricordano assessore nella prima giunta Zanonato e promoter della cena ciellina di Santa Lucia. Ma oggi al Tempio di Adriano è l’interlocutore del viceministro Riccardo Nencini che promette: «Dobbiamo investire nelle infrastrutture, soprattutto quelle dell’ultimo miglio che colleghino il ferro ai porti e anche nel cargo aeroportuale perché ci sia una grande piattaforma tra Milano, Verona e i grandi porti dell’Adriatico – Venezia, Trieste fino a Ravenna – che catturi la possibilità di avere un ruolo per l’Italia all’interno della Via della Seta aperta dalla Cina».

*** Trasporti: domani lo stop di 4 ore
Domani un mondo dei sindacati di base (CUB, SGB, SI Cobas, USI Ait e Slai Cobas)ha indetto uno «sciopero generale» contro le norme sulla rappresentanza e la riduzione dei diritti sindacali negati dagli accordi del 10 gennaio 2014 (per il settore privato) e del 5 aprile 2016 (per il pubblico impiego). I sindacati chiedono il rinnovo del contratto nazionale e consistenti aumenti stipendiali che recuperino quanto perso negli ultimi otto anni;sblocco totale delle assunzioni nella P.A; la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro; il ripristino dell’età pensionabile a 60 anni di età o con 35 anni di contributi; la difesa del diritto di sciopero con l’abolizione delle leggi che lo vincolano. A Milano domani alle nove è prevista una manifestazione in piazza Medaglie d’Oro dalle 9,30.

Adl Cobas sciopererà e manifesterà, sempre domani, a Padova, Verona, Mantova, Rimini, Reggio Emilia per la «cancellazione del Jobs Act», per il rinnovo di contratti nazionali e l’applicazione della clausola sociale in caso di cambio d’appalto, per il diritto alla cittadinanza e un’accoglienza degna dei migranti, contro la violenza di genere.

Oltre alla logistica, il settore interessato dallo sciopero sarà quello dei trasporti. Unìordinanza del Ministero delle Infrastrutture ha ridotto la durata dello sciopero a 4 ore. dell’astensione dal lavoro, grazie ad un’ordinanza che ha ridotto la durata degli stop (in alcuni casi anche di un’intera giornata) a 4 ore. Per il trasporto aereo l’astensione è fissata dalle 10 alle 14; per quello ferroviario e marittimo, dalle 9 alle 13. Nel trasporto pubblico locale lo sciopero sarà dalle 9 alle 13. Sempre dalle 9 alle 13 si fermeranno i servizi connessi al trasporto passeggeri Aziende ferroviarie Gruppo FSI, Serfer Servizi Ferroviari, Trenord, Nuovo Trasporto Viaggiatori a causa dell’agitazione indetta da Cub trasporti.

FONTE: Ernesto Milanesi, IL MANIFESTO

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