Torino, sei rider portano Foodora in tribunale

È iniziata ieri a Torino la causa, la prima in Italia, intentata da sei rider contro Foodora. I fattorini, seguiti dagli avvocati Sergio Bonetto e Giulia Druetta, chiedono di essere reintegrati nella piattaforma digitale. Dopo la mobilitazione dello scorso anno, l’azienda non ha più fatto lavorare i sei giovani, nonostante avessero dato la disponibilità. Il [&hellip

il manifesto • 19/10/2017 • Lavoro, economia & finanza • 701 Viste

È iniziata ieri a Torino la causa, la prima in Italia, intentata da sei rider contro Foodora. I fattorini, seguiti dagli avvocati Sergio Bonetto e Giulia Druetta, chiedono di essere reintegrati nella piattaforma digitale. Dopo la mobilitazione dello scorso anno, l’azienda non ha più fatto lavorare i sei giovani, nonostante avessero dato la disponibilità. Il tentativo di conciliazione è fallito e l’impresa ha escluso ogni possibilità di reintegro. «Il rapporto che legava i rider all’azienda – hanno spiegato gli avvocati- aveva le caratteristiche del lavoro subordinato. I ragazzi dovevano essere reperibili in maniera costante e continuativa». I fattorini erano retribuiti con 5,60 euro l’ora, mentre da ottobre 2016 fu introdotto anche un regime di «cottimo integrale». Per Foodora ai rider «è stato garantito giusto trattamento economico e normativo. Esporremo nelle sedi opportune le nostre ragioni». Quella torinese è la prima azione legale in Italia nei confronti di Foodora. La prossima udienza è prevista il prossimo 22 novembre

FONTE: IL MANIFESTO

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