Uccisa da un’autobomba Daphne Caruana Galizia, la reporter dei MaltaFiles

Lavorò ai Panama papers, nel mirino della sua inchiesta la moglie del premier Muscat e gli affari sporchi con il regime azero

il manifesto • 17/10/2017 • Informazione & Comunicazione, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 518 Viste

La giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, 53 ani, è rimasta uccisa nel pomeriggio di ieri dall’esplosione della Peugeot 108 che aveva preso in affitto e su cui si trovava a bordo al momento dell’esplosione. Era uscita da poco di casa, a Bidnija, nella parte centro-settentrionale dell’isola di Malta, dove viveva con la sua famiglia. È morta sul colpo. Il premier laburista Joseph Muscat ha condannato l’episodio parlando di attacco «barbaro»: «Tutti sanno quanto Galizia fosse critica nei miei confronti, ma nessun può giustificare questo atto barbaro». La reporter, 15 giorni fa, aveva depositato una denuncia dopo aver ricevuto minacce di morte. Per l’ordine dei giornalisti maltesi «è un attacco diretto alla libertà di espressione».

Galizia, seguitissima per il blog Running Commentary, in cui svelava scandali di corruzione e mafia, nel 2016 aveva indagato sui MaltaFiles, la parte dell’inchiesta internazionale Panama Papers dedicata al malaffare locale. Da quelle carte era uscito fuori il coinvolgimento della moglie del premier Muscat, che ha sempre respinto ogni accusa. La donna avrebbe avuto delle proprietà nei paradisi off-shore sui quali sarebbero stati versati diversi bonifici dalla figlia del dittatore dell’Azerbaijan Ilham Aliyev per assicurarsi ricchi appalti energetici. La vicenda portò a elezioni anticipate sull’isola, vinte da Muscat lo scorso giugno.

FONTE: IL MANIFESTO

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