15° Rapporto Diritti Globali. Italia a rischio populismo alimenta fake news sui migranti

Commissione Jo Cox, sull’immigrazione siamo il paese con più alto tasso d’ignoranza

Melania Di Giacomo • 28/11/2017 • Contenuti in copertina, Rapporto 2017, Studi, Rapporti & Statistiche • 233 Viste

(di Melania Di Giacomo) “Senza l’ausilio costante della memoria il peggior passato è destinato a tornare. E lo sta facendo. Nazionalismo, razzismo, fascismo, guerre, persino minaccia atomica”. E’ chi soffia sul fuoco della paura dello straniero, del diverso, del più povero, a ogni livello, il pericolo maggiore segnalato dal Rapporto sui Diritti Globali 2017, intitolato l’Apocalisse umanitaria. Il corposo dossier, che elenca e inquadra in un contesto globale i principali fatti dell’anno, italiani e internazionali, è realizzato da Società INformazione di Sergio Segio ed edito dalla Cgil.
“Vediamo pericolosamente proliferare e affermarsi i populismi”, che Segio definisce la “rivolta” dei “penultimi”, di chi si trova “sul crinale scivoloso tra il cadere fuori e il rimanere dentro. E che di questa precarietà fa colpa alle ‘caste’, ma che alla fine confligge e si sfoga su chi sta un gradino più sotto del proprio, gli ultimi della fila”.

“Cosa stia succedendo, è evidente e generalizzato: barriere sempre più alte, frontiere sempre più chiuse“, osserva Segio. E dalla xenofobia al razzismo il passo è breve: alla base di entrambi vi è la “paura“, ma nel caso del razzismo la paura è “fecondata” dal “germe dell’odio”.
“Se i populismi dovessero estendersi e affermarsi ulteriormente”, con il crescere delle destre xenofobe “in molta parte d’Europa, Italia compresa, non saremmo di fronte a una alternativa e a un’uscita dalla crisi, bensì a un passo ulteriore e ancor più drammatico verso il baratro”. Il populismo si alimenta di “falsi miti”, di ‘fake news’, come quelle sulle troppe risorse ai rifugiati. Il dossier elenca, invece, una serie limitazioni e balzelli imposti dai singoli Paesi, in alcuni casi applicati allo scopo dichiarato di essere meno “attraente”.

Ad esempio, in Italia sono “riscontrate limitazioni nel diritto al gratuito patrocinio legale e limitazioni nell’esenzione dai ticket sanitari per i richiedenti asilo (sebbene nullatenenti)”, la Danimarca, dal 2015 ha tagliato del 50% i contributi ai rifugiati, in Francia alcuni farmaci non vengono più rimborsati, mentre lo sono ancora per i francesi.
Secondo la commissione ‘Jo Cox’, istituita alla Camera, citata nel dossier, “l’Italia risulta il Paese con il più alto tasso di ignoranza sull’immigrazione in tutto il mondo. A partire da una realistica percezione del fenomeno: la maggioranza dei cittadini italiani pensa che gli immigrati presenti sul suolo italiano siano il 30% della popolazione, anziché l’8%, e che i musulmani siano il 20%, mentre sono il 4%”. Inoltre, nel 2016 sono stati registrati in Italia 123.600 richiedenti asilo, la cui domanda viene bocciata nel 60% dei casi; in Germania 722.300, ossia il 60% del totale all’interno dell’Ue.
Una forma di “razzismo istituzionale e ‘democratico’ che ha gradatamente permeato la società” è stata, si legge nel dossier, la scelta di non approvare lo ‘ius soli’, la cui proposta risale al 1992: “un provvedimento che avrebbe aiutato gli italiani a non divenire razzisti, oltre a essere un provvedimento di giustizia e di adeguamento delle normative italiane a quelle dei Paesi più civili e avanzati”.

F9nte: Melania Di Giacomo, ANSA

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