Diritti globali: ‘Ius soli provvedimento di giustizia’

Rinvio della legge è segnale di razzismo istituzionale

ANSA • 28/11/2017 • Contenuti in copertina, Rapporto 2017, Studi, Rapporti & Statistiche • 143 Viste

(ANSA) – ROMA, 27 NOV – Una forma di “razzismo istituzionale e ‘democratico’ che ha gradatamente permeato la società”. Così nel rapporto Diritti Globali, Sergio Segio definisce la scelta di rinviare l’iter parlamentare dello Ius soli.

“Si tratta – osserva – di una legge sulla concessione della cittadinanza, a certe condizioni, ai figli di immigrati, la cui proposta risale al 1992. Non è bastato un quarto di secolo per un provvedimento che, questo sì, avrebbe aiutato gli italiani a non divenire razzisti, oltre a essere un provvedimento di giustizia e di adeguamento delle normative italiane a quelle dei Paesi più civili e avanzati”. Ricorda che “il ‘vero’ ius soli”, che prevede che chiunque nasca in uno Stato ne ottenga automaticamente la cittadinanza, “vige negli Stati Uniti, in Canada, in quasi tutta l’area latinoamericana; una sua forma condizionata è attiva in diversi Paesi dell’Europa, come Francia, Germania, Regno Unito, Irlanda”.

Segio cita il rapporto finale della Commissione ‘Jo Cox’, istituita alla Camera, che evidenzia una percezione distorta: “l’Italia risulta il Paese con il più alto tasso di ignoranza sull’immigrazione in tutto il mondo. A partire da una realistica percezione del fenomeno: la maggioranza dei cittadini italiani pensa che gli immigrati presenti sul suolo italiano siano il 30% della popolazione, anziché l’8%, e che i musulmani siano il 20%, mentre sono il 4%”. (ANSA).

 

 

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