Elezioni regionali in Slovacchia, occhi puntati sul governatore neofascista Kotleba

PRAGA. È la sfida più attesa delle elezioni regionali in Slovacchia, svoltesi ieri 4 novembre. A Banská Bystrica un fronte largo (da socialdemocratici al centrodestra) guidato dal candidato civico Ján Lutner cerca di strappare il seggio di governatore al leader del neofascista Partito Popolare-Nuova Slovacchia (Lsns) Marian Kotleba. I sfidanti sono dati in testa dai sondaggi, [&hellip

Jakub Hornacek • 5/11/2017 • Europa, Internazionale • 833 Viste

PRAGA. È la sfida più attesa delle elezioni regionali in Slovacchia, svoltesi ieri 4 novembre. A Banská Bystrica un fronte largo (da socialdemocratici al centrodestra) guidato dal candidato civico Ján Lutner cerca di strappare il seggio di governatore al leader del neofascista Partito Popolare-Nuova Slovacchia (Lsns) Marian Kotleba. I sfidanti sono dati in testa dai sondaggi, mentre i risultati arriveranno solo a notte inoltrata (troppo tardi per noi).

Quattro anni fa Kotleba trionfò grazie alla sua immagine antisistema, a una forte retorica anti-Rom e grazie a un elevatissimo tasso d’astensione. Il successo regionale poi tirò la volata al suo partito nelle elezioni parlamentari, quando riuscì a strappare alla Camera 14 seggi.

I deputati neofascisti da allora hanno partecipato a varie manifestazioni contro gli immigrati e hanno fatto sfoggio di simboli richiamanti il fascismo. Sul tema dei rifugiati, l’Lsns critica perfino il governo del socialdemocratico di Robert Fico, che si è unito all’Ungheria nel ricorso contro le quote rifugiati bocciato poi dalla Corte di Giustizia dell’Ue.

La Slovacchia si è però messo a riparo dalla procedura di infrazione, fatta scattare da Bruxelles contro i Paesi di Visegrad, accogliendo alcune decine di rifugiati. Una parte comunque minuscola su quanto previsto dal piano di redistribuzione.

Kotleba è la prova vivente che il mantra, secondo cui i fascisti diventano più presentabili assumendo incarichi esecutivi, è falso. Il governatore non ha fatto nulla per nascondere la sua adesione al fascismo nel corso di questi quattro anni.

Sotto la sua guida la regione ha distribuito assegni e borse studio per l’importo di 1488, un chiaro riferimento alla simbolica nazista. Gli assegni venivano distribuiti in cerimonie pubbliche il 14 marzo, l’anniversario della fondazione, nel 1939, dello stato fantoccio fascista guidato da Josef Tiso.

Il governatore ha tagliato fondi a numerose iniziative culturali e non ha avuto remore a fermare, in piena esecuzione, spettacoli teatri, che non soddisfacevano il suo gusto. Ma a trionfare è stato soprattutto il malgoverno.

Praticamente tutta la famiglia di Kotleba, in primis la moglie e il fratello, ha trovato impiego nelle aziende riconducibili alla regione. I conti pubblici e la trasparenza sono vistosamente peggiorati.

«Ad esempio la regione di Banská Bystrica poteva ottenere fino a trenta milioni di euro per la manutenzione delle strade – racconta un episodio di malgoverno il deputato socialdemocratico Peter Pellegrini – Ma è venuto fuori l’impiego in nero e altri comportamenti simili da parte del governatore, quindi l’Unione europea ha bloccato questi fondi per la regione».

In una regione con stipendi inferiori alla media nazionale, la disoccupazione al nove percento e un forte astio verso i «politicanti di Bratislava» le elezioni non sono una cena di gala. Ad aiutare i sfidanti è la recente riforma elettorale che ha tagliato il secondo, e poco partecipato, turno per l’elezione del governatore.

Al fronte largo quindi basterà prendere un voto di più di Kotleba. Una sconfitta dei democratici sarebbe invece un enorme successo per il leader neofascista e potrebbe fargli da traino, ad esempio, nelle prossime elezioni presidenziali.

FONTE: Jakub Hornacek, IL MANIFESTO

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