2018, salasso in arrivo: bollette di luce e gas più care

L’Autorità per l’energia comunica l’aumento delle tariffe. Complessivamente nel 2018 si spenderanno 79 euro in più

Adriana Pollice • 30/12/2017 • Diritti consumatori & utenti, Lavoro, economia & finanza • 428 Viste

Il nuovo anno comincerà con i rincari delle tariffe: dal primo gennaio subiremo un incremento del 5,3% delle forniture elettriche e del 5% per il gas. A comunicarlo ieri è stata l’Autorità per l’energia, che ha poi spiegato: «Per l’elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia tipo, nel periodo compreso tra il 1 aprile 2017 e il 31 marzo 2018, è di circa 535 euro, con un aumento del 7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente a un aumento di circa 37 euro l’anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, corrispondente a un aumento di circa 22 euro l’anno».

NEL DETTAGLIO, la variazione del gas è legata a tre fattori: l’aumento atteso delle sue quotazioni nei mercati all’ingrosso, nel prossimo trimestre, per la maggiore domanda nei mesi invernali; la riduzione del 50% dell’approvvigionamento, causa manutenzione, dal gasdotto Tenp (che collega i giacimenti olandesi all’Italia); le spese di trasporto.

SULL’ENERGIA INVECE pesa la crescita dei costi di approvvigionamento, che contribuisce per circa il 3,8% alla variazione complessiva. Una voce che include gli esborsi per l’acquisto, per l’immissione e prelievo dei flussi energetici, per il recupero della differenza tra i costi attesi e quelli poi effettivamente registrati. Un ulteriore rialzo dell’1,9% è dovuto alla copertura degli incentivi alle imprese a forte consumo di energia. Il rialzo dovrebbe essere quindi più sostenuto ma l’aumento è in piccola parte controbilanciato dalla diminuzione dello 0,5% delle tariffe di trasmissione.
L’aumento dell’elettricità, spiega ancora l’Autorità, è frutto di molti fattori: crescita dei prezzi all’ingrosso nell’ultimo trimestre (più 20% del Prezzo unico nazionale solo a novembre rispetto a ottobre) per la crescita dei consumi legata alla ripresa economica; l’indisponibilità di alcuni impianti nucleari francesi; una riduzione dell’efficienza del sistema elettrico, soprattutto al Sud; la minore produzione idroelettrica dovuta alla siccità del 2017.

Secondo le associazioni di categoria i conti non tornano. L’Unione nazionale consumatori valuta che gli aumenti produrranno una spesa aggiuntiva di 79 euro a famiglia, cioè 28 euro in più per la luce e 51 euro in più per il gas: «Nonostante ci sia già stato nel precedente trimestre un aumento del gas del 2,8% – spiega Pieraldo Isolani – prosegue il rialzo dei prezzi. Grave, poi, che per la luce siano risaliti gli oneri di sistema a causa delle aziende energivore». Il Codacons giudica i rialzi «del tutto sproporzionati, con un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso». Carlo Rienzi, presidente dell’associazione, aggiunge: «I rincari sono determinati da fattori speculativi che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento: alla base del rialzo del gas c’è la prevista maggiore domanda per i mesi invernali, mentre l’incremento per l’elettricità è causato anche dagli oneri per la sicurezza del sistema, scaricati interamente sui consumatori».

PER FEDERCONSUMATORI la stangata complessiva di prezzi e tariffe per una famiglia media sarà pari a 939,74 euro annui. Una cifra che, secondo l’organizzazione, si ottiene considerando anche altri rincari come i costi bancari, la tariffa sui rifiuti e sui trasporti. «Per quanto riguarda il gas – spiega Federconsumatori – l’aumento nel periodo invernale è un fatto consolidato, sul quale si dovrebbe indagare meglio. Per l’energia elettrica pesa, soprattutto, l’incidenza eccessiva degli oneri di sistema. Nella relazione annuale dell’Autorità, lo stesso presidente Guido Bortoni ha messo in evidenza la situazione inammissibile relativa alle tasse occulte. I cittadini continuano a pagare in bolletta i famigerati oneri di sistema per la dismissione delle centrali nucleari, per le agevolazioni alle imprese energivore, per i regimi tariffari speciali a favore delle ferrovie, per gli incentivi alle fronti rinnovabili». Protesta anche Coldiretti: gli aumenti pesano sui conti delle famiglie ma rendono anche più onerosa la produzione.

FONTE: Adriana Pollice, IL MANIFESTO

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