Migranti, le cifre del 2017: meno sbarchi, ma i ricollocamenti sono fermi

Viminale. L’inversione di tendenza da luglio in seguito agli accordi tra l’Italia e il governo libico

Marina Della Croce • 2/1/2018 • Immigrati & Rifugiati, Studi, Rapporti & Statistiche • 554 Viste

Anche se a chi di professione soffia sul fuoco non diranno niente, i dati relativi agli sbarchi di migranti nel 12017 sono espliciti ed indicano una netta diminuzione rispetto all’anno passato. Naturalmente questo non significa automaticamente una buona notizia, visto che i numeri ridotti sono dovuti agli accordi che l’Italia ha siglato con il governo libico del premier Fayez al Serraj – accordi subito fatti propri dall’Unione europea – in base ai quali è stato affidato alla Guardia costiera libica il compito di fermare i barconi riportando i migranti nei centri di detenzione dai quali erano fuggiti e nei quali vengono sottoposti a ripetute violenze.

Ma veniamo a numeri, Stando ai dati diffusi domenica dal Viminale gli sbarchi sono diminuiti del 34,24% rispetto al 2016, passando da 181.436 dello scorso anno agli attuali 119.310. Il calo nel numero degli arrivi si è cominciato registrare solo a partire dal mese di luglio, vista che la tendenza registrare nei primi sei mesi dell’anno indicava un costante aumento. La svolta si è avuta proprio a partire da giugno in seguito agli accordi stipulati con Tripoli ma soprattutto da quando la Guardia costiera libica, forte delle sei motovedette fornite dall’Italia, ha cominciato il suo lavoro di contrasto alle partenze dei barconi.

Gli effetti si sono fatti vedere subito, fin da luglio, ma sono andati aumentando gradualmente fino a far registrare, nello scorso mese di dicembre, una riduzione del 73% rispetto allo stesso mese del 2016 (erano stati 8.428, sono diventati 2.268).

In crescita anche il numero dei migranti rimpatriati, passati dai 5.300 del 2016 ai 6.340 del 2017 (+19,6%).
Nessuna invasione, quindi, ammesso che si possano definire così i circa 180 mila migranti arrivati nel 2016 in un Paese che conta 60 milioni di abitanti. La Lombardia è la regione che ne accoglie di più (14%), seguita da Lazio e Campania (9%). In fondo alla classifica la Valle d’Aosta con lo 0,2%. Per quanto riguarda la nazionalità, secondo quanto riportato dal sito del Viminale la maggioranza delle persone arrivate proviene dalla Nigeria (18.153), seguite da quanti sono originari della Guinea (9.693), Costa d’Avorio 9.504), Bangladesh (8.995), Mali (7.144), Eritrea (6.953). Sempre nel 2017 i minori stranieri non accompagnati sono stati 15.731.

Tutt’altro discorso va fatto invece per i ricollocamenti in Europa. Solo un richiedente asilo su dieci ha infatti trovato posto in uno Stato membro, grazie soprattutto all’ostruzionismo mostrato dai Paesi dell’Est ma anche dall’Austria e da alcuni paesi del Nord Europa. In tutto sono stati appena 11.464 (dato aggiornato al 27 dicembre 2017). Il Paese che ne ha accolti di più è stato la Germania (4.800), seguito da Svezia (1.214), Svizzera (897), Paesi Bassi ( (891). 698 sono invece i richiedenti asilo in corso di trasferimento, 843 coloro in attesa di una risposta dello Stato membro che deve accoglierli e 229 quanti hanno avviato l’istruttoria per la richiesta di asilo.

FONTE: Marina Della Croce, IL MANIFESTO

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