La Russia scioglie il sindacato dell’auto: «Fondi dall’estero»

Decisione senza precedenti della Corte suprema di San Pietroburgo: secondo l’accusa, l’Associazione del lavoro (affiliata al sindacato mondiale come l’italiana Fiom) collabora con potenze straniere

Yurii Colombo • 13/1/2018 • Lavoro, economia & finanza nel mondo, Sindacato • 185 Viste

Mercoledì sera, con una decisione senza precedenti nella storia della Russia contemporanea, la Corte Suprema di San Pietroburgo ha deciso di sciogliere d’autorità l’«Associazione del lavoro» (Adl) il sindacato del settore auto facente parte della «Confederazione russa del lavoro» (Crl). La Corte ha motivato la decisione sostenendo che il sindacato svolgerebbe attività politiche, raccoglierebbe firme per cambiare la legislazione del lavoro vigente in Russia e sarebbe finanziato dall’estero. Secondo la Corte si tratterebbe infatti non di un sindacato autoctono ma di una «agenzia straniera» della Industrial all global union che raccoglie 140 sindacati dell’industria con 50 milioni di affiliati in tutto in mondo. In Italia vi sono affiliate Fiom, Fim, Uilm e in Germania la potente IG Metall.

Il leader della Crl, Boris Kravchenko, ha subito dichiarato che il «sindacato impugnerà a ogni livello» questa decisione: «In Russia non verranno lesi i diritti fondamentali dei lavoratori», ha affermato.

«Sono state applicate al sindacato delle misure che si applicano in Russia alle ong», sostiene Kravchenko, facendo rifermento all’impossibilità delle ong di avere legami internazionali. «Il nostro sindacato paga regolarmente le quote alla Industrial all global union e ne riceve i benefici e la solidarietà come avviene per ogni sindacato», ha poi confermato. E le pretese attività politiche svolte dall’Associazione? «La Corte sostiene che battersi contro la riduzione delle tutele sanitarie o solidarizzare con altri scioperi, sia attività politica», spiega uno dei legali del sindacato.

E a partire dalle ore 24 del 11 gennaio, il sito del sindacato è stato oscurato.

È evidente che le motivazioni addotte per mettere fuorilegge il sindacato dell’auto infrangono i fondamentali diritti costituzionali democratici in Russia. Secondo il sindacato il vero motivo va cercato «nell’attività che l’Associazione del lavoro svolge ormai dal 2006». In 11 anni di attività l’AdL è diventato uno dei sindacati russi più combattivi, temuto come quello dei portuali e dei lavoratori degli aeroporti.

Sorta per iniziativa dei lavoratori della fabbrica Ford nella provincia di Leningrado e della Avtovaz di Togliatti, l’Associazione del lavoro è cresciuta fino a organizzare lavoratori in 30 provincie. Gli scioperi più estesi del sindacato sono stati alla Ford nel 2011 e 2016, ma anche a Togliatti nel 2017 le mobilitazioni per migliori condizioni di lavoro sono state molto partecipate.

Purtroppo le misure antisindacali si stanno moltiplicando in Russia. Il primo dicembre scorso il sindacato degli autotrasportatori, in lotta da 9 mesi contro una tassa sulla circolazione dei mezzi pesanti, è stato inserito dal ministero della giustizia russa nella lista delle organizzazioni straniere, impedendo di fatto al suo leader, Andrey Bazutin, di poter correre per le presidenziali. Il rischio è ora che questo sindacato possa anch’esso essere reso illegale.

FONTE: Yurii Colombo, IL MANIFESTO

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