Trump ottiene 25 miliardi per il Muro con il Messico

Stati uniti. Il ricatto: fine della lotteria per la carta verde e dei ricongiungimenti familiari

Marina Catucci • 27/1/2018 • Immigrati & Rifugiati, Internazionale • 412 Viste

NEW YORK. Mentre Trump è a Davos a interpretare il ruolo di presidente venditore, dagli Usa continuano ad arrivare notizie che riguardano lui e la sua amministrazione.

LA PRIMA NOTIZIA risale alla fine della primavera 2017 ma è venuta fuori solo ora grazie a un leak del New York Times, secondo il quale a giugno 2017 Trump aveva ordinato di licenziare il procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller, se si è bloccato è stato solo per via del netto rifiuto di Donald F. McGahn, repubblicano, ex capo dell’equipe legale della campagna elettorale di Trump e ora consigliere legale della Casa Bianca, che è arrivato a minacciare le proprie dimissioni in caso di licenziamento di Mueller.

Secondo la rivelazione del Nyt, se Mueller è ancora al suo posto e l’indagine sta andando avanti, è solo grazie alla presa di posizione di McGahn, nonostante Trump abbia sempre smentito di voler licenziare il procuratore speciale. Ty Cobb, avvocato del presidente, non ha voluto commentare, mentre Trump,da Davos, parlando con I giornalisti ha definito la rivelazione come «le solite storie inventate dal New York Times». Che però, cita ben 4 diverse fonti, secondo le quali Trump, proprio per evitare di essere indagato per intralcio alla giustizia a causa del licenziamento di James Comey come capo dell’Fbi, avrebbe voluto licenziare Mueller in quanto, ssempre per il presidente, avrebbe diversi conflitti di interesse: il primo, perché anni fa, in una dispuuta circa la quota di iscrizione al Trump National Golf Club di Sterling, in Virginia, Mueller, all’epoca direttore dell’Fbi, cancelló la sua iscrizione; poi perchè aveva lavorato per uno studio legale che aveva rappresentato il genero Jared Kushner; e infine perché Mueller era stato considerato per guidare l’Fbi dopo la cacciata di Comey, prima di incominciare l’investigazione sul Russiagate come procuratore speciale. Trump non ha mai nascosto la propria insofferenza verso Mueller e verso la sua indagine, ma questa rivelazione si abbatte come l’ennesimo macigno sulla presidenza Trump.

DA WASHINGTON non provengono solo nuovi elementi che riguardano Trump ed il suo entourage, ma arriva anche la notizia di una proposta presentata dalla Casa Bianca al Congresso, riguardante l’immigrazione. Dopo che lo shutdown, il blocco dei lavori del governo, era stato terminato dai democratici, non senza polemiche interne, in cambio di un’assicurazione della riapertura del tema dei Dreamers, i giovani americani arrivati negli Stati Uniti illegalmente a seguito dei genitori, si aspettava una proposta per ripartire. Ed è arrivata.

CIÒ CHE È STATO offerto in cambio di un percorso verso la cittadinanza per un milione e 800mila Dreamers, è stata l’approvazione di un finanziamento di $25 miliardi per la costruzione del muro con il Messico, l’abolizione della lotteria per la carta verde, e la fine dei ricongiungimenti familiari che fanno nascere le cosiddette catene migratorie. La proposta non ha riscosso un grande successo, e viene vista dall’opposizione, ma anche da parte della commissione bipartisan che si sta occupando dell’immigrazione, come una falsa offerta destinata ad essere rifiutata.

SECONDO Lorella Praeli, direttore della politica sull’immigrazione presso l’American Civil Liberties Union Aclu «la Casa bianca ha emesso una proposta di immigrazione odiosa e xenofoba che taglierebbe l’immigrazione legale a livelli non visti dalle quote razziali degli anni ‘20». Ancora più diretto il rappresentante democratico Luis Gutierrez, che ha dichiarato che «25 miliardi come riscatto per i Dreamers con tagli all’immigrazione legale e aumento delle deportazioni non superano il test della risata: sarebbe molto più economico erigere una statua in cemento di 50 piedi a forma di dito medio e puntarla verso l’America Latina».

FONTE: Marina Catucci, IL MANIFESTO

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