FCA, ancora cassa integrazione a Mirafiori, lunedì incontro con i sindacati

Fca a Torino. Altri sei giorni a maggio alle Presse. Fiom: ora basta

Massimo Franchi • 10/4/2018 • Lavoro, economia & finanza • 716 Viste

Il grido di dolore arrivato perfino dai sindacati firmatari ha sortito un primo (piccolo) effetto. L’incontro richiesto ad Fca per parlare della ormai insostenibile situazione degli stabilimenti torinesi (Mirafiori e Grugliasco) si terrà lunedì. A confermare lo stato di semi-chiusura della culla della (fu) Fiat ieri è arrivato l’ennesimo annuncio di cassa integrazione: per tutti i 582 addetti delle Presse di Mirafiori altri sei giorni di stop a maggio, in pratica non si lavorerà fino all’11.
«Continua la scia infinita di cassa integrazione e contratti di solidarietà», commenta Federico Bellono, segretario torinese Fiom che annuncia anche l’incontro con Fca: «L’azienda incontrerà tutti i sindacati, anche se lo farà ancora una volta separatamente, benché noi avessimo chiesto un incontro unitario visto che il contratto non c’entra niente con i problemi in discussione».
Dunque lo schema è il solito: il responsabile delle relazioni industriali Pietro De Biasi parlerà prima con Fim Cisl, Uilm, Fismic, Ugl, dopo con la sola Fiom.
«Per noi è fondamentale aprire un confronto prima degli annunci di Marchionne del primo giugno all’Investitor day», spiega il segretario nazionale Fim-Cisl Ferdinando Uliano – con particolare attenzione alla linea MiTo a Mirafiori, la definizione di un piano formativo per adeguare le professionalità alle future esigenze produttive e relativa gestione degli ammortizzatori necessari ed individuare soluzioni positive per lavoratori con ridotte capacità lavorative presenti nei due siti produttivi».
Per gran parte dei lavoratori gli ammortizzatori scadranno a luglio. In attesa di un possibile secondo modello a Mirafiori (dovrebbe essere una nuova Maserati) l’idea è quella di un contratto di solidarietà per permettere la formazione dei lavoratori prima della messa in produzione. Ma Fca sarà disponibile? Cosa chiederà in cambio?

FONTE: Massimo Franchi, IL MANIFESTO

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