Proteste e sciopero in Amazon per il premio tedesco a Jeff Bezos

In Germania. In piazza anche la nuova leader Spd Andrea Nahles: è il più grande evasore mondiale. La “laudatio” l’ha fatta John Elkann: ha inventato l’ossessione del cliente

Massimo Franchi • 25/4/2018 • Lavoro, economia & finanza nel mondo • 392 Viste

I tedeschi sono il popolo realista per antonomasia. Sorprende dunque scoprire che abbiano deciso di assegnare per «responsabilità sociale» un premio importante come l’Axel Springer al fondatore di Amazon Jeff Bezos. La storica casa editrice berlinese di Bild e Die Welt ha scelto di premiare l’imprenditore americano – da pochi anni anche editore del Washington Post – per «la visionarietà del suo fare impresa», ma di certo non si aspettava una reazione così negativa alla scelta.
La sorpresa dell’opinione pubblica tedesca si è tradotta in una protesta di piazza al momento della consegna, condivisa perfino dalla nuova leader del Spd (ed ex ministro del lavoro) Andrea Nahles che ha definito Bezos senza giri di parole «il più grande evasore mondiale».
Ancora più arrabbiati i tanti lavoratori di Amazon che ieri hanno deciso di scioperare come da decisione del sindacato Ver.Di. spalleggiati dai sindacati di tutto il mondo compresa una delegazione Filcams Cgil e Fisascat Cisl di Piacenza – sede del più consolidato stabilimento Amazon in Italia dove si è tenuto lo storico primo sciopero lo scorso 24 novembre – arrivata in tempo a Berlino.
Di italiano a Berlino c’era anche qualcuno sul palco. A pronunciare la “laudatio” di Bezos come motivazione del premio è stato chiamato il presidente di Fca John Elkann. Il rampollo della famiglia Agnelli ha sottolineando come alcune scelte fatte da Bezos nella sua vita «abbiano avuto o avranno un profondo impatto sulle vite di noi tutti». È il caso prima di tutto, ovviamente, della stessa Amazon, nata «con l’ambizione di essere il negozio di libri con più titoli al mondo e che da allora è diventata la principale piattaforma globale di e-commerce, che oggi vanta oltre 300 milioni di clienti attivi e 560 mila dipendenti».
Dipendenti le cui condizioni e i cui diritti evidentemente non meritano nemmeno una citazione. Elkann invece ha preferito sottolineare un altro merito di Bezos: la scelta di coltivare l’«ossessione del cliente», come primo principio nella lista della leadership di Amazon, portando così la società essere «la più focalizzata sul cliente al mondo», e la decisione di «rimanere al Giorno 1», quello in cui «si mantiene la passione per l’inventare nuove cose… e si prendono decisioni veloci». Che rispettino o meno i dipendenti a Elkann e a Bezos interessa poco o niente.

FONTE: Massimo Franchi, IL MANIFESTO

photo: By U.S. Department of Defense photo by Senior Master Sgt. Adrian Cadiz [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0) or Public domain], via Wikimedia Commons

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