Israeliani e palestinesi si incontrano nei seminari di Fondazione Basso e Assopace

Iniziative. Parte oggi un ciclo di incontri con esponenti israeliani e palestinesi per fotografare l’attuale situazione politica, culturale e di repressione

il manifesto • 12/5/2018 • Buone pratiche e Buone notizie, Diritti umani & Discriminazioni, Guerre, Armi & Terrorismi • 97 Viste

Dalla Siria alla Palestina, il Medio Oriente è una pentola in ebollizione di tensioni accese da attori esterni e interni. Su questi temi la Fondazione Basso con Assopace Palestina ha deciso di lanciare tre seminari che vedranno protagonisti esponenti israeliani e palestinesi: si parte oggi alle 10.30 alla Casa della Pace di Monterotondo.

«La regione è l’emblema di una crisi diffusa della legalità internazionale, aggravata dalla logica unilaterale della presidenza Trump – ha spiegato ieri il presidente della Fondazione, Franco Ippolito – La nostra non intende essere una delle tante denunce, ma l’avvio di un percorso per fotografe la situazione in Israele, politica, di repressione, culturale».

All’evento di oggi partecipano il direttore dell’associazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, Hagai El-Ad, il direttore dell’organizzazione palestinese in Israele Mossawa Jafar Farah, la ricercatrice israeliana Nurit Peled e Avraham Burg, politico e scrittore israeliano, ex presidente della Knesset e dal 2015 membro del partito di sinistra Hadash.

«L’unicità di Israele sta nell’aver legalizzato l’abuso, dalle demolizioni alle confische di terre – spiegava ieri El-Ad – Tutto è definito dalla legge. Israele viola le basi e i principi del diritto internazionale mentre insiste a dire che lo rispetta. Un pericolo: così svuota dall’interno il senso della legalità internazionale».

«Noi palestinesi cittadini israeliani – gli fa eco Farah – non viviamo sotto occupazione militare, ma in uno Stato che compie una discriminazione strutturale attraverso leggi, politiche diverse in economia e cultura e l’isolamento dei palestinesi. Ma così ha isolato anche gli ebrei all’interno della regione mediorientale».

FONTE: IL MANIFESTO

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