Da Bruxelles arriva l’attacco di Juncker al nuovo governo italiano

La Commissione Ue. In mattinata parole di distensione da parte di Moscovici e Dombrovskis e spread in calo. Più tardi però il presidente attacca: «Corruzione in Italia, serve serietà»

Antonio Sciotto • 1/6/2018 • Europa, Politica & Istituzioni • 367 Viste

Ieri sera, alla formazione del nuovo governo, non erano ancora arrivati commenti ufficiali dalla Commissione europea, ma già fin dal mattino i principali dirigenti Ue erano sembrati piuttosto aperti verso l’ultimo tentativo di Lega e Cinquestelle: da parte dei commissari Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis erano venute parole di distensione. In serata però si è acceso lo scontro tra il numero uno della Commissione, Jean-Claude Juncker, e il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, a causa di una dichiarazione sugli italiani. Quanto allo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi, è stato altalenante per tutta la giornata, ma ha chiuso in calo: 254 punti rispetto ai 275 di mercoledì, ma più alto dei 230 raggiunti in mattinata a causa delle tensioni sui dazi Usa.

IN MATTINATA IL vicepresidente Dombrovskis e il commissario agli Affari economici Ue Moscovici hanno presentato un fondo europeo di sostegno agli investimenti per i Paesi che subiscono choc economici – finanziato con 30 miliardi di euro – e un altro di 25 miliardi per il sostegno alle riforme. Una limitata, parziale risposta ai malumori provenienti dall’Italia?

«IL MIO SUGGERIMENTO È, per questa settimana, di essere silenti e prudenti sull’Italia, ogni volta che viene fatta una domanda sul Paese. Ho piena fiducia nel genio del popolo italiano», ha dichiarato Juncker. «La Ue – ha poi ricordato il presidente della Commissione – non è uno Stato, e spero che non lo sia mai: sono contrario all’idea degli Stati Uniti d’Europa, perché la gente non li vuole. Quindi, dobbiamo applicare le regole: sono complete, sono emendate e applicate di volta in volta con termini diversi». «Il che ha avuto come risultato, grazie alla flessibilità che abbiamo introdotto nella lettura del patto, che l’Italia ha potuto spendere nel 2016 e nel 2017 18 miliardi di euro in più, senza alcuna sanzione in base al patto di stabilità».

«AMO PROFONDAMENTE la “bella Italia” – ha pronunciato in italiano Juncker – ma non accetterò più che ogni cosa che va male nel Sud sia spiegato con il fatto che la Ue o la Commissione europea non farebbero abbastanza. Gli italiani devono occuparsi delle regioni più povere dell’Italia: il che significa più lavoro, meno corruzione e serietà». «Li aiuteremo come abbiamo sempre fatto – ha concluso riferendosi agli italiani – ma basta con questo giochino di addossare le responsabilità sulla Ue». Gli ultimi riferimenti hanno provocato la reazione di Antonio Tajani, presidente del Parlamento Ue, che ha chiesto di smentirle: «Se fossero vere sarebbero inaccettabili».

NIENTE STOCCATE DIRETTE contro il governo in formazione, forse anche grazie al cambio nella squadra dei ministri imposto dal Quirinale, e poi altre parole distensive sono venute dai due commissari economici. «È inammissibile speculare e interferire sulla situazione italiana, qui non c’è un piano che contraddica il processo democratico dellItalia – ha detto Moscovici – Ricordo qualche fatto economico per rispondere a voci infondate: l’Italia emerge da un lungo periodo di crisi, la disoccupazione si riduce, la traiettoria del debito scende anche se lentamente, si tratta di miglioramenti reali che riflettono sforzi sostenuti dai cittadini italiani, concentriamoci su questo invece di speculare, di fare congetture su quanto accade in Italia».

DOMBROVSKIS, DAL CANTO suo, ha risposto alla domanda se l’esecutivo comunitario sia al corrente del piano B che avrebbe preparato Berlino: piano che avrebbe come fine quello di isolare dal contagio paesi del Sud Europa come Spagna e Portogallo utilizzando tutto l’arsenale della Ue, a partire dal Fondo salva stati Esm, nel caso in cui un eventuale governo Lega-M5S (che poi in serata si è formato) dovesse dare seguito alle ventilate ipotesi di uscita dell’Italia dall’euro: «Prima di tutto, il procedimento previsto dalla Costituzione in Italia è in corso. Il processo di formazione del nuovo governo è in svolgimento: l’Italia non è l’unico paese in cui serve tempo per formare un governo e dobbiamo rispettarlo. In questa fase non ci impegniamo in alcuna speculazione o in discussioni su “che cosa succederebbe se…”», ha risposto .

«QUELLO CHE ESAMINEREMO – ha concluso Dombrovskis – sono le proposte del nuovo governo, che dovranno essere presentate nella forma del programma di stabilità e, potenzialmente, di documento programmatico di bilancio per il 2019». Prove difficili che aspettano ora l’esecutivo M5S-Lega.

FONTE: Antonio Sciotto, IL MANIFESTO

photo: By Richter Frank-Jurgen [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons

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