Il muro di Trump: «Migranti respinti senza processo»

Stati uniti. Al confine con il Texas è il caos, l’amministrazione Usa in grave difficoltà. Mistero sulla sorte dei minori che devono essere ricongiunti ai genitori

Marina Catucci • 26/6/2018 • Bambini & Giovani, Immigrati & Rifugiati, Internazionale • 365 Viste

La situazione al confine tra Usa e Messico è lontana dall’essere risolta e non si capisce come potrà esserlo; per cercare una svolta Trump ha chiesto che gli immigrati in arrivo vengano rimandati indietro senza passare da un processo e senza controllare se siano richiedenti asilo, in pratica cancellando il cosiddetto due-process, ovvero la clausola contenuta nel V e nel XIV emendamento della Costituzione in base a cui l’individuo non può subire misure coercitive o detentive senza un regolare processo. Il problema è che al confine la situazione è nel caos e l’amministrazione Trump è in gravi difficoltà.

DOPO AVERE USATO le separazioni familiari come deterrente per scoraggiare i migranti dall’entrare illegalmente negli Stati uniti, Trump ha scoperto l’esistenza di una legge del 1997 secondo la quale un migrante minorenne non può essere detenuto indefinitamente, e a causa delle pressioni legali è stato costretto a firmare un ordine esecutivo che vieta di separare i nuclei familiari. Ora, però, se gli adulti sono detenuti a tempo indefinito e i minori non possono più essere separati dai genitori, la situazione diventa ingestibile, perché o si rilasciano tutti i componenti dei nuclei familiari di immigrati illegali, dando loro un appuntamento con un giudice che valuterà il loro caso, appuntamento a cui forse non si presenterà mai nessuno, o la situazione esplode. Al momento sta esplodendo.

PER GESTIRE TUTTI I CASI, il dipartimento di giustizia ha inviato al confine 35 nuovi procuratori legali, e il ministero della difesa 21 avvocati, ma non basta: un mese fa i procedimenti da evadere erano 700 mila, con questi numeri alcuni migranti potrebbero vedere un giudice nel 2021, e nel frattempo devono essere detenuti, non si sa bene dove e come.

Oltre a ciò resta il problema dei 2300 minori che devono essere ricongiunti alle famiglie da cui sono stati separati prima dell’ordine esecutivo; al momento sono presi in custodia dalle autorità Usa e inviati in città lontane dal confine, in quanto non c’erano strutture per accoglierli. I genitori rimasti al confine non sanno dove siano i loro figli e il governo non collabora.

COME È ACCADUTO per il sindaco di New York Bill De Blasio, spesso le autorità locali dove i migranti illegali minorenni sono stati mandati, non sapevano di avere queste strutture nelle città che amministrano, e si ritrovano a dover gestire dei centri che aborriscono. Ci sono poi i minori presi in custodia, arrivati illegalmente non accompagnati, mandati in Usa da genitori che avrebbero voluto per loro un futuro migliore; questi minori sono stati messi in strutture che dovrebbero curarli, dargli un’istruzione. In realtà sono strutture non attrezzate, ci sono pidocchi, poco spazio e ai ragazzini vengono somministrati tranquillanti spacciati per vitamine.

«TRADIZIONALMENTE il presidente ha un grande potere sui confini – spiega Domenick Stampone, avvocato e sindaco della multiculturale Haledon, New Jersey -. Trump sta usando questo potere in modo non convenzionale, e per la prima volta ha trasformato il reato di immigrazione illegale in un reato criminale, per il quale valgono regole diverse, così facendo ha creato una situazione tossica, per la quale non ci sono abbastanza risorse, ma questo presidente non è un politico, è un negoziatore».
«TRUMP – aggiunge Stampone – sa di dover chiedere più di quello che vuole per ottenere ciò che davvero vuole. Vedendo delle famiglie divise l’obiettivo è diventato farle riunire, e l’idea di rimandarle indietro come nuclei improvvisamente sembra meno drammatica, anche se molti di questi migranti arrestati al confine potrebbero ottenere asilo politico e restare legalmente negli Usa. Questa presidenza sta costantemente estremizzando le proprie posizioni solo per perseguire questo mito conservatore di mantenere l’America più bianca possibile e proteggere la cosiddetta cultura occidentale. E per farlo non si fa scrupoli di tenere dei bambini in ostaggio».

FONTE: Marina Catucci, IL MANIFESTO

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