La senatrice Liliana Segre: mi opporrò alle leggi speciali contro i rom

In aula. Duro intervento della senatrice che ha risposto all’appello del professor Alberto Melloni,su Repubblica

il manifesto • 6/6/2018 • Diritti umani & Discriminazioni, Politica & Istituzioni • 546 Viste

«Mi rifiuto di pensare che la nostra civiltà democratica sia sporcata da leggi speciali, se dovesse accadere mi opporrò con tutte le forze che mi restano». Ha preso per la prima volta la parola in aula al senato, Liliana Segre. E lo ha fatto per difendere i rom e i sinti. Rispondendo all’appello rivoltole dal professor Alberto Melloni, esperto di storia del cristianesimo, sulle pagine di Repubblica la senatrice a vita ha ricordato la sua esperienza ad Auschwitz. «Inizialmente suscitavano la nostra invidia di prigioniere perché nelle loro baracche le loro famiglie erano lasciate unite, ma presto all’invidia seguì l’orrore perché una notte furono portati tutti al gas e il giorno dopo in quelle baracche vuote regnava un silenzio spettrale».

Il riferimento era naturalmente alle parole del neo ministro dell’Interno Matteo Salvini che parla continuamente di ruspe per abbattere i campi rom. Lo stesso Salvini ha cercato di assicurarla rispondendo alle domande dei cronisti durante il voto di fiducia: le sue paure «sono infondate. Mi basterebbe solo il rispetto delle leggi normali e faremo di tutto per ottenere questo, ad esempio nel divieto di sfruttamento dei minori», ha detto Salvini. «A questo dedicherò particolare attenzione e penso che su questo sia d’accordo anche la senatrice Segre».

L’intervento di Liliana Segre – che poi ha deciso di astenersi nel voto di fiducia – è iniziato con un ringraziamento al presidente Mattarella che l’ha nominata «con una scelta sorprendente».

Poi la sua autodefinizione – «Una vecchia signora, una delle pochissime ancora viventi che porta sul braccio il numero di Auschwitz» – ha provocato l’applauso tutti in piedi dei senatori e dei banchi del governo.

«Si dovrebbe dare la parola a quei tanti che non sono tornati dai campi – ha continuato l’87enne milanese -, quelli che non hanno tomba, che sono cenere nel vento: salvarli dall’oblio non è solo un debito storico nei loro confronti ma serve ad aiutare gli italiani a reagire contro l’indifferenza a non anestetizzare le coscienze e ad essere più vigili nelle responsabilità verso gli altri».

Nella sua replica anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha voluto menzionarla: «La senatrice Segre ci ha fatto un grande regalo, ci ha restituito una pagina dolorosa della nostra storia. Non dobbiamo mai consentire l’oblio».

FONTE: IL MANIFESTO

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