Nelle elezioni dei Comuni avanza la Lega, frenano i 5Stelle mentre il Pd resiste

I 5 Stelle fuori da quasi tutti i ballottaggi . Votanti in calo al 61,2 per cento

Dino Martirano e Paola Di Caro • 11/6/2018 • Politica & Istituzioni • 356 Viste

Forte avanzata del centrodestra a trazione leghista. Il centrosinistra perde alcune città ma tiene in tutta Italia e addirittura conferma al primo turno il sindaco Pd a Brescia. Il M5S crolla rispetto all’exploit delle politiche e viene escluso da quasi tutti i ballottaggi. Affluenza in calo a livello nazionale: dal 67,2% al 61,2% quando gli elettori chiamati alle urne erano sei milioni e 700 mila in 761 comuni.

A scrutinio ancora in corso, e con risultati non pervenuti dalla Sicilia, il quadro delle amministrative 2018 presenta alcuni elementi di sorpresa. Scontato nel Nord Est il successo del centro destra guidato da una Lega che moltiplica i voti: Treviso e Vicenza conquistate al primo turno e prima posizione a Sondrio. Ad Imperia, ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra.

A Brescia, non è invece riuscita la rincorsa della candidata di Forza Italia, Paola Bilardi, sul sindaco Pd Emilio Delbono che riesce a mantenere la poltrona di sindaco già la primo turno. Le coalizioni guidate dal Pd — con risultati ancora parziali — andrebbero al ballottaggio ad Imperia, a Sondrio, ad Ancona, a Siena e a Pisa, a Imola. Il Pd e la sinistra inoltre hanno avuto un buona affermazione nei due municipi della Capitale, il III e l’VIII, dove si è votato: solo terzi i candidati dei cinquestelle nella città governata dalla sindaca M5S Virginia Raggi. Ininfluenti (con percentuali a una cifra) i grillini in tutti i capoluoghi del Nord: Brescia, Treviso, Sondrio. Fuori dal ballottaggio anche ad Ivrea, la città di Davide Casaleggio.

Più aperta la situazione nel Centro Sud. A Terni e Teramo si potrebbe assistere ai ballottaggi tra centrodestra ( in vantaggio) e Cinque stelle. Sarà invece necessario attendere altre ore per conoscere l’esito delle elezioni in Sicilia perché i dati della regione non sono elaborati dal Viminale. In particolare c’è la sfida di Catania tra il sindaco uscente Enzo Bianco (Pd) e l’azzurro Salvo Pogliese: il quale, con solo una manciata di sezioni scrutinate, è in vantaggio sull’ex ministro dell’Interno. E c’è attesa anche per il dato di Ragusa, città che da 5 anni è amministrata dal M5S. Anche Messina, ballottaggio tra centrodestra e centro sinistra.

L’incubo del Nazareno aveva due volti: quello di un centrodestra a trazione leghista unito quasi ovunque, e ogni caso molto agguerrito, e quello dei ballottaggi (previsti per il 24 giugno) che potrebbero generare una saldatura tra l’elettorato del Carroccio e quello grillino. Questo scenario si è verificato solo in parte.

I Cinquestelle — che non hanno presentato candidati a Siena, Vicenza e Viterbo — avevano sindaci uscenti solo a Ragusa e a Pomezia e dunque non hanno usufruito della spinta del governo delle città così come nel resto d’Italia non hanno tratto vantaggio dall’alleanza al governo nazionale con la Lega di Matteo Salvini.

A Ponte di Legno, «luogo sacro» della Lega fin dai tempi della leadership di Bossi, l’unico candidato è stato dichiarato vincitore già quando è stata superata la soglia del 50% dell’affluenza.

Dopo un andamento altalenante, col passare delle ore il dato sull’affluenza ha dato un saldo negativo rispetto a 5 anni fa quando però si votò in due giorni. Alle 23 l’affluenza nazionale (Sicilia esclusa) si attestava al 61,2% quando 5 anni fa era del 67,2%. In alcune regioni il calo dei votanti è stato più significativo: a Vicenza è stato registrato il 55,29%, contro il 66,38% precedente; a Treviso il 51,61 contro il 59,89%.

Ieri — domenica elettorale — il ministro dell’Interno Matteo Salvini (Lega) ha incitato con alcuni tweet gli elettori a votare per i candidati della Lega oltre ad essere stato tutto il giorno sotto i riflettori per la questione dei porti italiani chiusi alla nave Aquarius. Ma questa coda di campagna elettorale ad urne aperte ha fatto scattare al reazione energica del segretario dem Maurizio Martina.

FONTE: Dino Martirano e Paola Di Caro, CORRIERE DELLA SERA

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