Portorico. Dopo uragani e bancarotta ora chiudono anche le scuole

L’isola si svuota. Annunciata la chiusura di più di un terzo degli istituti pubblici

Marina Catucci • 3/6/2018 • Globalizzazione,sviluppo, multinazionali, Internazionale • 311 Viste

Portorico annuncia la chiusura di più di un terzo delle sue scuole pubbliche; l’uragano Maria dello scorso settembre ha esacerbato i preesistenti problemi finanziari dell’isola, dando il via a un’altra ondata di partenze verso la terraferma che ha svuotato le aule.

Già lo scorso anno la chiusura di 167 scuole pubbliche sembrava un dato allarmante, il doloroso effetto di una profonda e prolungata crisi del debito, ma ora si prevede la chiusura di altre 265 scuole, mentre la stagione degli uragani è ricominciata ufficialmente e i danni dello scorso autunno sono ancora visibili.

A seguito dell’annuncio gli insegnanti sono scesi in piazza per manifestare contro le basse retribuzioni e le chiusure, e i genitori degli studenti si sono organizzati per contrattaccare al fianco del corpo docente; da Washington, ancora una volta, silenzio. PortoRico è un territorio non incorporato degli Stati uniti, nel 2012 un referendum ha stabilito con il 61,15% di preferenze favorevoli la volontá dei portoricani di diventare parte della confederazione Usa, ed è è stato avviato l’iter legislativo che potrebbe trasformare l’isola nel 51º stato dell’Unione. A sostenere l’ingresso di Portorico come Stato federale sono prevalentemente i repubblicani, che però dimostrano molto male il loro attaccamento a questo territorio visto il totale disinteresse verso le sue sorti.

L’isola sta ancora riprendendosi con difficoltà dall’uragano che l’ha devastata lasciando la popolazione senza elettricitá per settimane, nelle mani di un presidente che a malapena sapeva di doversene occupare e che quando si è recato sul luogo ha fatto un discorso dove rinfacciava i costi sul bilancio che sarebbero dovuti andare alla ricostruzione; pochi giorni fa New York Times e Washington Post hanno pubblicato lo studio di un gruppo di ricercatori indipendenti della TH Chan School of Public Health di Harvard, che conteggia le vittime dell’uragano Maria, parlando di oltre 4.600 persone, mentre le cifre ufficiali della Casa Bianca sono ferme a meno di 70.

L’isola ha iniziato a svuotarsi, e gli studenti a diminuire, da quando nel 2016 è stata sostanzialmente dichiarata bancarotta, e le finanze di Portorico sono passate sotto il controllo di un consiglio di sorveglianza federale; ora per far fronte al problema delle scuole l’amministrazione Trump ha istituito nuove scuole dette charter, con finanziamenti pubblici gestiti autonomamente da privati. Ai sostenitori degli insegnanti statali l’idea non è piaciuta e hanno chiesto al Congresso di assicurare che le nuove scuole non possano ricevere i fondi stanziati per ripristinare le scuole pubbliche. 30 democratici al Congresso hanno chiesto al governatore di dichiarare una moratoria sulle chiusure scolastiche.

FONTE: Marina Catucci, IL MANIFESTO

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